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Luca Bergamo, un uomo solo al comando

Virginia Raggi è in vacanza e il vicesindaco non-grillino fa di solitudine virtù: il caso delle nomine di Zetema e del Teatro di Roma

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-08-14 13/08/2017 ore 12:16
(ultimo aggiornamento il 14 agosto 2017 alle ore 8:59)

C’è una figura nella politica romana che ogni giorno guadagna più peso e influenza. È una persona preparata, colta e vicina a quel mondo di centrosinistra con cui riesce a instaurare sinergie anche da amministratore di una giunta grillina. Ma allo stesso tempo non è un grillino e ha una libertà di azione che gli eletti del Movimento Cinque Stelle non hanno, stretti dalla supervisione dall’alto di Grillo e Casaleggio e da quel codice di comportamento che limita l’autonomia egli eletti romani. Parliamo di Luca Bergamo, il vice di Virginia Raggi che grazie al suo carisma e alla sua influenza riesce ad avere una voce in capitolo importante sulle nomine comunali. Ora che la Raggi è in vacanza, Bergamo – con la sua autonomia, la conoscenza della Capitale e il suo essere un non-grillino tra i grillini– è il vero uomo solo al comando del Comune di Roma.

L’ultima manovra che ha visto Bergamo protagonista riguarda la nomina del Cda di Zetema, l’azienda partecipata al 100% dal Comune e attiva sul fronte degli eventi culturali. “Zetema è una società capace di fare il lavoro, ci sono tante persone brave ma non tutte. È stato un centro di potere ma oggi non lo è più” diceva Bergamo riferendosi alla lunga gestione dell’ad. dimissionario Albino Ruberti. Fatto sta che, tra le oltre 400 candidature arrivate, ora il triumvirato che siede a Zetema sembra molto gradito al vicesindaco e conferma la natura trasversale delle nomine in ruoli pubblici apicali. E se Il Tempo sbaglia nel dire che il nuovo ad. Remo Tagliacozzo sia stato un assistente di Luca Bergamo – i due si sono conosciuti qualche settimana fa – resta interessante vedere la storia della terza consigliera, Simonetta Lux. Ordinaria alla Sapienza e l’anno scorso candidata nella lista dei Radicali a sostegno di Roberto Giachetti, la nomina della Lux (assieme a quella di Flick come consulente alla cultura) confermerebbe il trend che vede figure vicine al centrosinistra ricoprire cariche apicali sul fronte della cultura romana. Possibile che, in tutto questo, Bergamo non abbia avuto nessun ruolo? “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” diceva Agatha Christie.

Per trovare un altro episodio che dimostri l’importanza di Luca Bergamo nelle nomine capitoline, dobbiamo tornare a qualche mese fa con le scelte fatte per il Cda del Teatro di Roma. A marzo la Commissione Cultura, su indicazione della Giunta, ha designato Cristina Da Milano quale rappresentante del Campidoglio nel cda dell’Associazione Teatro di Roma. A prescindere dalle indubbie competenza della Da Milano, colpisce sua vicinanza con il vicesindaco di Roma. Un fatto che sarebbe confermato da un post di Facebook dello scorso anno in cui Bergamo invitava a votarla nella lista civica a sostegno dell’aspirante presidente dem del I municipio Sabrina Alfonsi.

Insomma, se non siamo ai tre indizi di Agatha Christie poco ci manca.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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