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C'era una volta lo Stadio Flaminio

Una struttura alla mercé del degrado e di diatribe burocratiche

di Redazione | 30/03/2015 ore 14:23

C’è un rudere abbandonato fra l’Auditorium e Piazza del Popolo. Una struttura che vive di ricordi sportivi e concerti memorabili ora alla mercé del degrado e di diatribe burocratiche. Lo Stadio Flaminio è inattivo dal 2011, un piccolo mausoleo dello sport italiano amato da romani e rugbisti ma visto come fumo negli occhi dalle istituzioni. Una repulsione che nasce da lontano, motivata dai suoi esorbitanti costi di ristrutturazione e gestione. Nel 2008 quasi 10 milioni di euro sono stati messi a disposizione della Federazione Italiana Rugby per ammodernare l’impianto. Denaro pubblico sprecato, lavori di manutenzione impalpabili che hanno gettato lo stadio – e la sua gestione – nel caos. Nel 2013 lo stadio è entrato in ottica FIGC, l’intenzione era quella di dar spazio al calcio femminile e giovanile ma dopo un anno anche il calcio ha gettato la spugna e il Comune si è ripreso la struttura. Una patata bollente che dal 2014 ha iniziato a coinvolgere cooperative e associazioni di disoccupati e disabili per la sua riqualificazione. La scorsa settimana queste associazioni hanno organizzato una fiaccolata con l’intenzione, latente ma non troppo, di prendere in gestione uno stadio che il comune sembra non saper valorizzare. Un patrimonio pubblico che fa gola a tante realtà legate allo sport e al terzo settore che vi intravedono potenzialità sociali ed economiche. La fiaccolata ha avuto il merito di aprire gli occhi della cittadinanza su un bene di sua proprietà in disuso, una struttura storica collocata su un’area ideale per ospitare concerti o eventi sportivi. Questo quadro a tinte fosche è clemente rispetto allo scenario spettrale che si presenta, oggi, davanti allo stadio Flaminio. Erba incolta, rovi che hanno avvolto gran parte della recinzione esterna e sporcizia ovunque. Sul lato di Corso Francia ci sono evidenti segni  di bivacchi notturni che completano la rappresentazione di un'area allo sbando. L'abbandono dello stadio ha avuto anche ripercussioni sul degrado complessivo del Villaggio Olimpico, in passato residenza di atleti e oggi di quartiere benestante di Roma Nord. Un disagio che si evidenzia sotto gli enormi cavalcavia inondati di immondizia ed erosi dall’umidità, o tra la vegetazione incolta che sta avendo la meglio su marciapiedi, guardrail e segnaletica stradale. Durante un giro attorno allo stadio un controllo della digos irrompe durante le foto e le annotazioni “Dobbiamo annotare chi fa le foto attorno allo stadio, questo non é il primo caso – ha sostenuto cordialmente l'agente della Digos, per poi confidare “vedere lo Stadio Flaminio in queste condizioni è desolante, ben vengano iniziative per sollecitare l'attenzione pubblica”. (G.d.S)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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