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Riapre al pubblico dopo due anni il Museo Boncompagni Ludovisi

L'edificio gioiello, tra Barocco e Liberty, racconta il Costume e la Moda

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di Redazione | 2016-11-26 16/04/2014 ore 17:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:09)

 

Dopo due anni di lavoro il Museo Boncompagni Ludovisi è stato restituito alla città. Lo scrigno romano delle arti decorative, del costume e della moda del XIX e del XX secolo torna ad essere visibile in un nuovo allestimento, dopo complessi restauri che hanno riportato ordine nelle sale rintracciando il dna delle origini. RadioColonna ha incontrato Mariastella Margozzi, storica dell’arte e direttrice del Museo nato nel 1995. Negli anni Trenta era la residenza del principe Andrea Boncompagni che fece ristrutturare l’edificio per abitarvi con la seconda moglie svedese Blanceflor de Bildt.

Tanti i gioielli custoditi nei due piani aperti al pubblico, da godere uno ad uno, in una ideale caccia al tesoro. Dai pannelli decorativi della ‘Primavera’ di Galileo Chini del 1912 ai dipinti di Giacomo Balla, dalle ceramiche di Biagini alla ricca collezione di abiti e accessori di Moda ai quali si mescola un nucleo di opere proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. I nomi della Haute Couture italiana ci sono tutti: Valentino, Raffaella Curiel, Lorenzo Riva, Renato Balestra, Fausto Sarli, Gattinoni. Particolarmente interessante per chi conosce e ammira la figura di Palma Bucarelli, direttrice della Galleria nazionale d’Arte Moderna dal 1941 al 1975, e donna affascinante amata dagli artisti e dagli stilisti, è la sala che custodsce gli abiti più famosi del suo guardaroba. Creati dalle più prestigiose sartorie romane, raccontano di balli, inaugurazioni, eventi culturali e mondani e contribuiscono a disegnare il mito di Palma Bucarelli. Analizzando l’evoluzione della costruzione degli abiti esposti, che coprono un arco temporale compreso dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta, è possibile dunque ricostruire l’evoluzione sociale della donna. Il Museo è in via Boncompagni 18, si può visitare da martedì a domenica, e l’ingresso è gratuito. Da non perdere. (r. p.)

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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