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'Bellissima', Capucci con sei abiti scultura al Maxxi

Dal 2 dicembre in via Guido Reni. Mostra con i Grandi dell'Alta Moda italiana

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di Redazione | 2016-11-26 26/11/2014 ore 17:21
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:32)

 

Dopo una lunga rincorsa, apre finalmente al Maxxi la mostra ‘Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, il 2 dicembre al pubblico e alla routine delle visite, dopo un fine settimana di gala, preview, conferenze stampa e un gran movimento di mecenati, stilisti, artisti, addetti ai lavori, professionisti della moda, studenti delle accademie. Un parterre variegato e compatto che aspetta da tempo questo evento per rilanciare l’orgoglio della creatività italiana. Capucci, Sorelle Fontana, Valentino, Schubert, Sarli, Galitzine, …  “La moda porta la gioia in questi tempi difficili che viviamo” ha commentato asciutto il direttore artistico del Maxxi Hou Hanru. Anna Mattirolo, invece, direttore di Maxxi Arte e curatore della mostra insieme con Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, ha detto qualcosa di più: “E’ una mostra senza nostalgie, oltre ad essere un’avventura del tutto nuova per noi. La mostra va guardata con gli occhi dell’oggi, come una narrazione che ci permette di leggere il presente. Nel Dopoguerra Roma è stata capitale e città internazionale. Arte, moda, cinema: Roma conteneva tutto nel Tridente, regno di studi e atelier”. A proposito di artisti: nel foyer del Maxxi Vanessa Beecroft ha ambientato una straordinaria performance lavorando ancora una volta sul tema della moda.

L’allestimento di ‘Bellissima’ interpreta lo spazio disegnato da Hadid, concentrando tutto il contenuto nella cosiddetta ‘pista’, restituendo – come accade ogni volta – un nuovo punto di vista sulle opere. E che opere. La Fondazione Roberto Capucci, ad esempio, partecipa con gli abiti più rivoluzionari realizzati nella sua lunga storia, tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta. Sono stati scelti per l’occasione i sei più attinenti al luogo che li ospita, un museo di arte contemporanea. Entriamo nel dettaglio. Anno 1965: il maestro Capucci ispirato dal movimento di arte astratta ‘Op-Art’, crea la ‘Linea Optical’: abiti che intrecciano nastri di diverse dimensioni in raso o in lana black and white con effetto prospettico, suggerendo l’idea del movimento. Questa tendenza è rappresentata nel percorso espositivo dalla creazione ‘Omaggio a Vasarely’. Seconda pagina: era il 1968, e Capucci di ritorno a Roma inizia a presentare le sue creazioni nell’ambito del calendario della Camera Nazionale dell’Alta Moda Italiana. La creazione unica ‘Omaggio a Burri’ del 1969 è un meraviglioso cappotto con base in georgette nera ed elementi asimmetrici applicati in lana bianca.

Il 2014 per la Fondazione Roberto Capucci è stato un anno ricco di successi, con esposizioni alla Reggia di Venaria Reale, allo State Museum of Theater and Music di San Pietroburgo, al Victoria and Albert Museum di Londra, come ha raccontato a Radio Colonna Serena Angelini Parravicini, responsabile dei Progetti Speciali e della Comunicazione per la Fondazione, incontrata a Palazzo del Gallo dove è ospitato l’atelier dopo il trasloco dalla sede storica di via Gregoriana. Qui le clienti romane, italiane, internazionali cercano continuamente il maestro per aggiungere nuovi abiti-scultura alla loro collezione.

La sperimentazione per Capucci è costante: al Maxxi si può ammirare da vicino – e poter osservare dal vivo questi modelli è un privilegio impagabile per chi ama la moda – l’abito materico in cotone bianco laminato d’argento con top in materiale plastico e con dadi in plexiglass applicati rossi e bianchi. E’ del 1967. Arriva dopo l’intuizione del 1962, quando dal suo atelier di Parigi il maestro lancia l’idea di applicazioni in plastica su cappelli e tacchi. I materiali plastici vengono utilizzati come inserti sull’orlo degli abiti e vengono realizzate vere e proprie scatole soprabito trasparenti. Questo, e altro, in mostra. La meraviglia non ha fine, abita in via Guido Reni fino alla primavera del 2015 per raccontare l’identità della moda italiana. Un’immersione ulteriore e totale nell’universo Capucci, è possibile visitando l’esposizione del Museo della Fondazione nell’elegante Villa Bardini a Firenze, e cercando le sue tracce in giro per il mondo. (r.p.)

 

‘Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, Maxxi, via Guido Reni 4°

Dal 2 dicembre 2014 al 3 maggio 2015

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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