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MAXXI, il 2015 apre tra anticipazioni e sei mostre in corso

Il Museo di via G. Reni, aperto il 6 gennaio, rilancia con nuovi appuntamenti

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di Redazione | 2016-11-26 2/01/2015 ore 12:35
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:34)

 

 

Nella calza della Befana, insieme al carbone e ai dolcetti della tradizione, quest’anno potrebbero spuntare a sorpresa le card myMAXXI che consentono l’accesso illimitato per un anno alle mostre del Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Lo spera la Fondazione MAXXI, che ha già suggerito ai romani di acquistarle e metterle sotto l’albero come regalo speciale per gli amanti dell’arte contemporanea, forte delle sei nuove mostre inaugurate negli ultimi giorni del 2014. Sei eventi con i quali il Museo si ripresenta all’inizio del 2015, confermando l’apertura del 6 gennaio, giorno dell’Epifania, e che terranno la scena per tutta la primavera. Il calendario degli eventi successivi è già pronto, ma nel frattempo ci si concentra sulle tre parole chiave che risuonano in via Guido Reni: collaborazioni internazionali, multidisciplinarità, complicità dei linguaggi.

La mostra ‘Bellissima. L’Italia dell’Alta Moda 1945–1968’, a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo, Stefano Tonchi, ha già fatto parlare molto di sé anche per la ventata di glamour che inevitabilmente ha portato tra le architetture di Zaha Hadid. Passato il clamore social, resta tutto il fascino di una stagione dell’alta moda italiana che ha confermato la straordinarietà dello stile italiano nel mondo. Al MAXXI in questi giorni si può vivere il meglio della creatività del nostro Paese, oppure affacciarsi su altre realtà, volgendo lo sguardo all’Oriente e al Medio Oriente con tre mostre. ‘Unedited History. Iran1960 – 2014’, a cura di Catherine David, Odile Burluraux, Morad Montazami, Narmine Sadeg e Vali Mahlouji, presenta oltre 200 opere e oltre 20 artisti per raccontare oltre 50 anni della storia e della cultura dell’Iran dal 1960 a oggi. ‘Huang Yong Ping. Bâton-Serpent’, a cura di Hou Hanru e Giulia Ferracci, porta invece per la prima volta in Italia il lavoro dell’artista francese di origine cinese, famoso per le sue gigantesche installazioni che riflettono su culture, religioni, storia e modernità. Nell’ordine: un minareto lungo più di 10 metri adagiato nella piazza del museo, una riproduzione gigante della montagna di Bugarach in Francia, un mulino da preghiera buddista che sfiora il soffitto del museo e lo scheletro di un serpente lungo 30 metri. ‘The Future is Now! Opere dalla collezione di New Media Art del MMCA, Corea’ racconta attraverso 30 opere video e installazioni la scena artistica coreana della New Media Art, dal ‘pioniere’ Nam June Paik alle sperimentazioni degli anni Ottanta. Ad un’altra pioniera, questa volta in architettura, è dedicata la mostra ‘Lina Bo Bardi in Italia. Quello che volevo, era avere Storia’ a cura di Margherita Guccione, in occasione del centenario della sua nascita. Una ‘piccola’ mostra dedicata a una ‘grande figura’, divenuta famosa dopo essere emigrata in Brasile nel 1946, dove ha realizzato tra l’altro il Museo di Arte Moderna di Sao Paulo. Infine ‘Architettura in Uniforme. Progettare e costruire per la seconda guerra mondiale’, a cura di Jean-Louis Cohen: una mostra che racconta una fase di grande trasformazione dell’architettura, che coinvolse i principali architetti del Movimento Moderno, da Le Corbusier a Walter Gropius a Mies van der Rohe, quando tra il 1939 e il 1945 tutti e quattro i continenti furono messi a ferro e a fuoco dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tutto questo pregustando il futuro prossimo. Ad aprile si inaugura ‘Lara Favaretto. Good Luck’, un progetto dell’artista sul tema degli ‘scomparsi’. A giugno apre ‘Spazio, Cibo e Architettura’, a cura di Pippo Ciorra. La mostra, proposta dal MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione in occasione di EXPO 2015, racconta l’impatto che le questioni legate al cibo e alla nutrizione hanno su sulla vita delle persone, dall’ambito domestico all’equilibrio ecologico globale del pianeta. Ad un maestro della fotografia contemporanea è dedicata la mostra ‘Olivo Barbieri. Fotografie 1978-2014’ che apre a giugno, a cura di Francesca Fabiani. Sempre a giugno, inaugura la mostra dedicata a Maurizio Nannucci, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, che racconta il percorso di uno degli artisti più rappresentativi dell’arte concettuale e analitica italiana. Alla ‘contaminazione’ tra arte e design è dedicata ‘Transformers’, a cura di cura di Hou Hanru, direttore artistico del MAXXI che a novembre 2015 punta su quattro creatori che lavorano sulla decostruzione tra arte e design: Choi Jeong-hwa, Didier Fiuza Fustino, Martino Gamper, e Pedro Reyes.

Non finisce qui. Si prevedono ancora: una nuova tappa del progetto The Independent dedicato alle piattaforme indipendenti (febbraio 2015) e del progetto di ricerca e design Alcantara MAXXI (marzo 2015); YAP MAXXI 2015, progetto a sostegno dei giovani talenti in progettazione realizzato in network con MoMA PS1 di New York, Constructo di Santiago del Cile, Istanbul Modern e MMCA di Seul (giugno 2015); un nuovo allestimento della collezione permanente (ottobre 2015); una grande installazione di Alvaro Siza Vieira a cura di Achille Bonito Oiva (dicembre 2015); un focus su Mediterraneo e Medio Oriente con un progetto dedicato al fermento artistico di Istanbul (dicembre 2015). (r.p.)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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