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'Codice Italia', il progetto di Trione per la Biennale di Venezia

Il Padiglione Italia ospiterà i lavori di 15 artisti, da Beecroft a Paladino

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di Redazione | 2016-11-26 26/03/2015 ore 18:46
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:39)

 

C’è anche l’attraversamento generazionale fra i passaggi utili a decifrare il prossimo ‘Codice Italia’. Due parole per identificare la partecipazione del nostro Paese alla 56ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Le sentiremo pronunciare spesso nei giorni della vigilia che separano collezionisti, artisti, mecenati, critici e semplici turisti dell’arte ai tre giorni canonici di preview e vernissage. Il Padiglione Italia verrà inaugurato nei giorni 6, 7 e 8 maggio, poi il 9 maggio l’apertura definitiva.

L’artista più giovane coinvolto nel progetto è Luca Monterastelli, classe 1983 da Forlimpopoli. All’altro capo c’è Aldo Tambellini, nato a Syracuse nel 1930, formato a Lucca, e alla sua prima mostra in Italia. Sono gli estremi anagrafici del gruppo di quindici artisti invitati dal curatore Vincenzo Trione. In ordine alfabetico, Alis/Fillol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi. Marzia Migliora, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Nicola Samorì. Con loro si passa dalla Transavanguardia e dall’Arte povera all’ultima generazione, passando per gli outsider.

Vincenzo Trione, professore ordinario di Arte e media presso la Iulm di Milano e una delle firme del Corriere della Sera, ha dichiarato di essere rimasto mesi in apnea, per lavorare in silenzio verso l’obiettivo finale: far affiorare il codice genetico dell’arte italiana. E lo stile. ‘Codice Italia’ lavora attorno a queste due parole chiave. Anche se, nel suo lungo e dettagliato intervento di giovedì 26 marzo, per la presentazione romana del progetto, ne sono emerse altre, come avanguardia, memoria e attraversamento. A Venezia, visitando il Padiglione Italia del 2015, sperimenteremo l’attraversamento generazionale (di cui sopra), ma anche geografico (i luoghi di origine degli artisti vanno da Torino a Napoli), di discipline (saranno presenti, fra l’altro, il cinema e la moda), di atteggiamento (dal riservatissimo Gioli alla internazionale Beecroft), genealogico (con le opere nuove e inedite legate al progetto). Questo ha sottolineato Trione, aggiungendo che: “I lavori hanno avuto variazioni e diverse stesure. Ogni artista ha presentato le sue proposte per creare un Archivio della Memoria che svela il pensiero segreto dell’arte contemporanea. Perché l’arte contemporanea ha dentro di sé un palinsesto di riferimento ricchissimo”.

‘Codice Italia’ si inserisce nella serie storica delle ultime Biennali, come terzo elemento di un trittico, rivolto all’estetica del contemporaneo. E’ la sintesi di Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia: “Per la Biennale numero 54 il tema era la luce, la percezione, il rapporto tra l’opera e colui che la osserva. Al centro della numero 55 c’erano utopie ed ossessioni: il progresso della produzione artistica esplorato dall’interno, e le ragioni che generano l’impulso a creare. La 56ma edizione è dedicata alla riflessione sulle tensioni del mondo che si ripercuotono sugli artisti. Vogliamo sentire cosa gli artisti ci dicono sulle tensioni sociali”. Secondo Baratta la prossima Biennale ci parlerà molto di frammenti, perché il mondo ci comunica questo: “I fenomeni esterni condizionano la creazione artistica, e i frammenti della storia pesano, anche come limite, nello sviluppo dell’arte”.

L’incontro nella sede del Ministero dei Beni e delle Attività culturali di via del Collegio Romano era iniziato con l’intervento della neodirettrice per il Contemporaneo del Mibact, Federica Galloni, sulla valorizzazione dei giovani artisti e del loro ruolo nello sviluppo delle periferie, e si è concluso con le considerazioni del ministro Dario Franceschini, tra cui: “Abbiamo bisogno che il paese alzi la testa, dobbiamo cominciare a guardarlo come lo guardano gli altri”. Sul capitolo risorse, una nota in evidenza nelle primissime pagine della cartella stampa conferma: il Mibact ha finanziato la realizzazione della mostra con un importo annuo di 400.000 euro, integrati con altri 150.000 euro in vista della coincidenza con l’Expo, e ulteriori 126.000 euro portati in dote dal curatore attraverso sponsor finanziari e tecnici. Appuntamento a Venezia, dunque, con ‘Codice Italia’, tra ‘casi rivelatori’, opere-simbolo e una ‘stanza delle meraviglie‘. Più l’immancabile costellazione di eventi fuori-padiglione. (r.p.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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