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Arts & Foods in Triennale inaugura l'Expo

Il 9 aprile apre al pubblico il Padiglione delle Arti: ecco le prime immagini

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di Redazione | 2016-11-26 7/04/2015 ore 17:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:40)

È stata senza dubbio una delle mostre più attese del semestre di Expo, e altrettanto di sicuro la più discussa per un motivo ben preciso: il cachet del suo curatore, Germano Celant, pari a 750 mila euro. Ma oggi, a cose fatte, c’è da scommettere che non si parlerà più solo di soldi, ma anche dei contenuti. Perché quella mostra, che è poi l’unico padiglione di Expo in città ospitato negli spazi della Triennale, è un incredibile tuffo in più di 160 anni di storia, non solo italiana.

Si chiama Arts and Foods e si estende su circa 7 mila metri quadrati allestiti sulla base di un progetto dell’architetto Italo Rota. Intorno al tema d’obbligo, che è quello della nutrizione, ci si immerge in una pluralità di linguaggi scanditi da opere che hanno davvero segnato l’arte a livello globale dal 1851, cioè l’anno della prima Esposizione Universale a Londra, fino a oggi.

Resterete incantati da pezzi come “Sviluppo di una bottiglia nello spazio” di Boccioni o “Colazione in giardino” di De Nittis, dalla grande installazione “GFT Fish” di Frank Gehri, dai manifesti di Campari di Marcello Dudovich e dalle storiche pubblicità di Armando Testa: sono solo alcuni esempi tra le oltre duemila opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo. Arts and Foods offre infatti una panoramica sui rituali del cibo attraverso quindici ambienti dove l’esperienza si fa anche sensoriale: come al secondo piano, dove l’installazione della Casa del Pane sprigiona un vero profumo di pane appena sfornato.

Al primo piano della Triennale, ecco che la mostra Arts and Foods s’intreccia con un altro percorso, un viaggio in un mondo molto diverso, che comincerà col risucchiervi in un tunnel di luci per poi farvi riemergere tra frigoriferi, cucine, affettatrici e utensili e macchinari vari. “Cucine & Ultracorpi” è stata allestita negli ambienti del Triennale Design Museum, al secondo piano, ed è stata curata sempre da Celant con Silvana Annicchiarico, direttrice del museo. È chiaro da dove arrivi l’ispirazione, cioè il romanzo “L’invasione degli ultracorpi” di Jack Finney, e così anche la mostra diventa un viaggio nell’universo degli “invasori”, quelle macchine che invadono ogni casa e che minacciano la libertà dell’uomo.

Anche gli spazi esterni della Triennale riservano sorprese da non perdere. Appena usciti, la vostra attenzione sarà immancabilmente attirata da una enorme bottiglia di ketchup. Ma non fermatevi lì. Perché poco più in fondo, sulla vostra sinistra, ritroverete i “Bagni misteriosi”, la fontana progettata niente meno che da De Chirico e, per l’occasione, completamente restaurata.

L’apertura anticipata del padiglione delle arti al 9 aprile, a poco meno di un mese di Expo, non è casuale: la settimana prossima, infatti, Milano ospiterà anche il Salone del Mobile, dal 14 al 19 aprile. E così il tempio del design milanese, la Triennale appunto (e Milano con lui), si mostrerà già pronto per Expo.

 

t.p.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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