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Milano “capitale della cultura”. Anche grazie a Expo

Dopo il New York Times anche Business of Fashion plaude al capoluogo lombardo

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di Redazione | 2016-11-26 23/07/2015 ore 21:01
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:50)

Milano “Capitale della cultura”, recitava pochi giorni fa il titolo di un articolo del londinese Business of Fashion. E solo pochi giorni prima il New York Times aggiornava la sua classifica delle cinquanta mete da non perdere nel 2015 – e Milano occupa ancora il primo posto. Eppure sembra che i milanesi, e gli italiani, non facciano molto caso alle recensioni positive. Fece molto più scalpore la stroncatura di Expo da parte del Guardian.

Ora, però anche il Business of Fashion plaude al capoluogo lombardo. Merito proprio dell’Esposizione Universale, ma anche di una rinnovata creatività, strettamente connessa alla voglia di rivincita di cui Expo è (o dovrebbe essere) la massima espressione. “La nuova direzione creativa di Gucci, il nuovo presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, l’apertura della Fondazione Prada, progettata da Rem Koolhaas” si legge: “Milano sta cercando di ritrovare il proprio ruolo nel sistema moda globale”.

Il New York Times si spinge ancora oltre. Ricorda che Expo ha portato cambiamenti importanti in città, “che stanno infondendo nuova vita in quartieri trascurati, come la Darsena”, mentre “storiche attrazioni sono state restaurate, come la facciata del maestoso Duomo e i canali dell’affascinante quartiere dei Navigli”.

Senza dimenticare i ristoranti, alcuni dei quali hanno saputo davvero cavalcare il tema e l’opportunità di Expo offrendo assaggi delle specialità di tutte le reegioni italiani: “Potete provare di tutto” si legge ancora sul New York Times, “dalla farinate e specialità al pesto di U Barba (non lontano da Porta Romana, n.d.r.) alla tradizionale pizza napolitana da Lievito Madre in Duomo”. E infine i nuovi hotel, come il Mandarin Oriental Milan, “che promette di vestire una città che è già molto alla moda e che può solo avere tutto”.

Insomma, forse Milano – o forse sarebbe meglio dire l’Italia – dovrebbe semplicemente essere più consapevole di se stessa. Fare davvero sistema e sfruttare le opportunità come quella di Expo, cioè quelle che offrono una vetrina per il mondo intero.

E, certo, è necessario però anche guardare avanti, nei tempi giusti. È il caso delle aree di Expo, di cui ancora si ignora la destinazione a evento terminato. Ora l’idea del campus sembra proprio che ora piaccia a tutti. Dall’incontro sul post Expo, che si è tenuto giovedì 23 a Palazzo Chigi è emerso che anche il governo intende “contribuire attraverso Cdp e Demanio ad arricchire questa proposta”, ha fatto subito sapere l’assessore alla Casa e a Expo Fabrizio Sala, che ha preso parte all’incontro – insieme al sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Proprio mentre il governatore lombardo Roberto Maroni teneva una conferenza stampa sulle proposte della Regione in merito al dopo Expo. Tra i punti chiave proprio la proposta del campus universitario.

 

t.p.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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