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Palazzo Italia e la grande bellezza

Viaggio all'interno della “foresta” diventata il simbolo del Belpaese

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di Redazione | 2016-11-26 1/08/2015 ore 14:24
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:51)

Un enorme nido bianco, una grande struttura intrecciata che lascia senza fiato. È questo il monumento all’Italia. Palazzo Italia è senza dubbio il luogo più discusso dell’intera Esposizione Universale, ed è giusto che sia così dal momento che presenta al mondo il nostro Paese. Secondo alcuni non ha filo un conduttore, secondo altri ha pochi contenuti.

Secondo noi la visita è tutta una scoperta che a volte sa davvero lasciare senza parole. A cominciare dall’architettura esterna, che rievoca una foresta. A realizzarla è stata l’italiana Italcementi – italiana fino a luglio, quando un gruppo tedesco ne ha acquisito la maggioranza. La materia prima è un cemento biodinamico, che ha preso forma per la prima volta proprio modellando Palazzo Italia: biodinamico perché è realizzato con materiali riciclati e, soprattutto, è in grado di assorbire l’inquinamento.

Palazzo Italia è il cuore di tutta l’area di Expo dedicata al nostro Paese – 14 mila metri quadrati in tutto. Il progetto architettonico è dello Studio Nemesi su concept del direttore creativo Marco Balich, che ha firmato anche l’Albero della Vita: concept che si basa sull’idea del “vivaio” come fonte di energie nuove e sulla metafora del “nido” come luogo d’incontro fra passato e futuro.

Poi, il cammino si snoda lungo quattro percorsi, che esaltano le quattro “potenze” italiane: il saper fare, la bellezza, il limite (come spinta, però, ad andare oltre) e il futuro. Su tutti i luoghi e tutte le stanze non si può evitare di segnalare le famose stanze degli specchi, tre luoghi simbolici dove ci si immerge totalmente nella bellezza italiana: un caleidoscopio di paesaggi e monumenti mozzafiato nei quali ci si perde diventando un tutt’uno, un luogo che da solo vale senz’altro la visita, a nostro parere.

Non mancano stanze e spunti di riflessone, come il punto in cui ci si scontra con la tragedia del terremoto di Assisi, scontro fisico e sensoriale perché ai vostri piedi vedrete mattoni e calcinacci. Da lì, però, si può rinascere, ed ecco allora la riproduzione dell’Albero della Vita.

Unico neo, la coda per entrare. Sempre e comunque. Cercate allora di metterlo al primo posto del vostro giro oppure verso sera, quando il sito espositivo comincia a svuotarsi. Anche se c’è da aspettarsi che, nel mese di agosto, Expo sarà uno dei luoghi più visitati anche di sera.

 

t.p.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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