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Lo sballo: rito collettivo e morte solitaria

Discoteche e spiagge, istituzioni e famiglie, sintetica e minimal

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di Redazione | 2016-11-26 12/08/2015 ore 10:37
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:52)

Il COCORICO‘ aperto era l‘emblema di tutte le trasgressioni. L’arena dove il male scende in pista e ne esce sempre vincitore. Chiuso il Cocoricò si proclama l’inizio della grande prevenzione, la scelta dura ma necessaria che salverà i nostri giovani. Questo con buona pace di tutti: politici, sociologi, famiglie, opinione pubblica. Prima pagina per poche ore  per scivolare rapidamente nel nulla. Fino a quando arrivano altri schiaffi da altre discoteche e lungomari lontani. Ancora giovanissimi uccisi da divertimenti mescolati e fraintesi. E il loop ricomincia. Il problema adesso diventa: mettiamo sotto  sequestro anche questi luoghi?  Intanto l’equazione: tanti ragazzi = tanto sballo è ormai consolidata. Ma tutti i luoghi della movida (e vale non solo per l’Italia) sono provocatori e “irregolari”. Poi le infinite piazze, locali e giardini, spiagge e cortili di scuole giorno e notte diventano campi su cui sfidarsi e sfidare convenzioni e paure. Perchè alla fine di questo si tratta. Dai rave party al balconing, dal binge drinking al choking è tutto un rincorrere finti limiti per provare vera adrenalina. Ma se non è la Riviera Adriatica sarà l’isola spagnola o una più vicina e nostrana. Funziona così: se a un gruppo di ragazzini metti i soldi in tasca, sommi il concetto del “lo fanno tutti”, aggiungi qualche “maggiorenne sentinella” e un giro di telefonate parentali e simil rassicuranti  l’innesco è pronto. La miscela è garantita sul luogo. Di chi sono le colpe? delle istituzioni che non seguono progetti lineari e razionali? dei gestori dei locali che spesso “socchiudono” gli occhi? delle famiglie troppo permissive? dei ragazzi che per essere visibili e omologati accettano compromessi e insidie? della cultura dell’effimero? Ma il problema è talmente vasto e riconosciuto che in alcune località si sta collaudando la “riduzione del danno”. Uno spazio dedicato a informare su sostanze e rischi con annessa una zona attrezzata dove smaltire sbornie e droghe sotto il controllo di esperti! Le “stragi del sabato sera”  in pochissimo tempo hanno cambiato schema. Prima alcol e velocità, ora alcol e “sintetica” ma con la stessa tragica conclusione.   (a.r.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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