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Dai Fori al Palatino, apre la Rampa Imperiale: ora più dipendenti

Inaugurata la struttura costruita da Diocleziano che va dai Fori al Palatino

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di Redazione | 2016-11-26 20/10/2015 ore 16:04
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Apre domani al pubblico la rampa del I secolo d.C. che collegava i Fori con il Palatino. Un evento straordinario presentato queste mattina alla stampa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo – promotore dell’ iniziativa – in collaborazione con il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. Tra poche ore verrà riconsegnato a romani e turisti il passaggio edificato da Domiziano per collegare il centro economico e amministrativo della città con il centro del potere imperiale, il Palatino. La scoperta della Rampa Imperiale risale ai primi anni del ‘900 grazie al lavoro dell’archeologo Giacomo Boni. Era collocata nelle prossimità della chiesa seicentesca di Santa Maria Liberatrice, il cui abbattimento ha permesso di svelare una delle aree più simboliche del Foro Romano. “La demolizione fece scandalo e la Chiesa venne indennizzata – ha confidato il soprintendente Prosperetti – con i soldi poi ricostruì una chiesa omonima a Testaccio”. La struttura originaria si snodava lungo sette salite e sei tornanti che si innalzavano sino a 35 metri, il corrispettivo di dieci piani. Delle sette rampe originarie adesso quattro sono accessibili al pubblico con un percorso che termina con un affaccio inedito sui Fori. La visita della Rampa Imperiale è integrata da materiale multimediale e dai primi ritrovamenti di Giacomo Boni. “Sarà una visita concepita per integrare il materiale già recuperato, come i Dioscuri, con il passaggio originario” ha dichiarato Patrizia Fortini, autrice della monografia che racconta la storia della rampa, prima di definire “epocale” il passaggio al digitale di materiali, ricostruzioni e pubblicazioni “anche per avvicinare al tema le giovani generazioni”. La soddisfazione generale non ha però impedito al Soprintendente di lanciare un SOS sulla carenza di personale nell’area archeologica dei Fori e del Colosseo. “Abbiamo pochi uomini e siamo costretti a tenere chiuse vaste porzioni di Palatino” – ha raccontato Prosperetti – abbiamo già fatto presente al Ministro (Franceschini ndr) l’esigenza di nuove risorse umane”. Dall’epoca di Veltroni Ministro ai Beni Culturali (’96 – ’98), la Soprintendenza non riceve fondi pubblici ma vive delle entrate dei visitatori. “In questi anni il numero di visite è aumentato ma non basta – ha concluso il Soprintendente – per questo stiamo vagliando altre forme di fund rising” (gds)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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