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Dalla Dolce Vita ai mecenati: la rinascita della Fontana di Trevi

La fontana settecentesca torna a splendere dopo 17 mesi di lavori

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di Redazione | 2016-11-26 6/11/2015 ore 9:51
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:01)

“Questa è proprio l’arte che preferisco, quella che penso servirà domani: un’arte chiara, netta, senza retorica, che non dica bugie..”. La frase è pronunciata da Marcello Mastroianni ne “La dolce vita” di Fellini, il film che meglio di tutti ha raccontato la mondanità romana immersa nelle bellezze storiche e artistiche della Capitale. Oggi la fontana settecentesca di Marcello e Anita torna allo splendore originario grazie a lavori di ristrutturazione – iniziati nel giugno di 2014 – interamente finanziati da Fendi. Diciassette mesi di lavori, 2.2 milioni di euro spesi, zero costi per la collettività. Sono le cifre di un’operazione virtuosa che rientra nel progetto di riqualificazione dei beni artistici nazionali grazie a partnership con investitori privati. Una linea sposata sia dal sindaco Marino (la scalinata di Trinità dei Monti verrà ristrutturata grazie ai soldi di Bulgari) sia dal governo Renzi che lo scorso anno ha istituito l’Art Bonus, l’agevolazione fiscale del 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura che nel primo anno ha incassato 34 milioni di euro da quasi 800 mecenati. Cifre importanti che a fronte della penuria di fondi pubblici proiettano il mecenatismo nei prossimi anni come lo strumento principe per la tutela del patrimonio artistico italiano. La fama e la bellezza della fontana barocca non ha ridotto il flusso dei turisti neanche durante i lavori di restauro, con circa 3 milioni di visitatori che hanno varcato – in un anno – il ponte panoramico del cantiere. Ora i lavori sono terminati e di notte sarà possibile ammirare il travertino illuminato da cento LED istallati da ACEA sul complesso monumentale, 2 kW di potenza (meno di un’utenza domestica) che consentirà di generare risparmi significativi rispetto al passato. Per tutta la durata della ristrutturazione è stato possibile seguire i lavori sul portale www.restaurofontanaditrevi.it dove sono tutt’ora elencate tutte le voci oggetto di restauro e manutenzione. Tra queste sono raccontati i lavori per arginare l’erosione e l’alterazione cromatica, per eliminare macchie, calcare e l’usura di rilievi e metalli. Nella sezione “immaginario” è possibile ripercorrere una cronistoria multimediale della Fontana di Trevi dal 1951 – quando una foca viene liberata nella fontana – sino al 2013 con la storia della fontana raccontata da Pippo Baudo. Una ricerca Eurisko del 2011, in collaborazione con il dipartimento di Statistica dell’Università di Bologna, ha stilato una classifica dei monumenti più amati degli italiani con la Fontana di Trevi sul podio preceduta da Colosseo e Basilica di San Marco. Oggi nessuno può dire se il restauro rimetterà in discussione il primato in classifica. Ma nel frattempo l’Anfiteatro Flavio è avvisato. (foto e articolo di Giacomo Di Stefano – foto notturne Agostino Fabio)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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