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César Meneghetti al Maxxi: l'arte contro i pregiudizi

Inaugura oggi IO_ IO È UN ALTRO. La disabilità che crea

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di Redazione | 2016-11-26 20/11/2015 ore 13:52
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:04)

“Ci sono due tipi d’arte: quella ‘cosmetica’, che usi per accoppiare un quadro ad un divano, e quella che punta a qualcos’altro. Bene noi volevamo qualcos’altro. Non un semplice elenco di installazioni o foto, ma un processo. Un percorso aperto che ci ha unito e trasformato per sempre”. Così l’artista brasiliano César Meneghetti, racconta a Radiocolonna.it, la fatica, l’amore e la bellezza di un progetto durato 6 anni e riassunto nella mostra che apre i battenti oggi al Maxxi: IO_ IO È UN ALTRO. L’esposizione, a cura di Simonetta Lux (progetto scientifico di Simonetta Lux e Alessandro Zuccari), comprende opere inedite nate da un intenso processo di relazione tra l’artista e oltre 200 persone con disabilità mentali, psichiche e fisiche coinvolte nei Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio sparsi nella Capitale, da Tor Bella Monaca a Vigne Nuove passando per Prima Porta e il Serpentone.

 

 

Ma com’è stato lavorare con questi aspiranti artisti? “E’ stato incredibile. Avevo inizialmente ‘paura’ perché era la prima volta che mi avvicinavo a questo mondo – spiega l’artista – ma mi sono aperto, non ho mai misurato parole e termini e loro hanno risposto con altrettanta naturalezza. Ci siamo trovati nel campo della creatività. Durante i laboratori erano liberi, felici e mi è dispiaciuto molto vederli incupirsi quando dovevano tornare a casa, come se fosse un ritorno alla realtà”. Meneghetti infatti spiega che molti di loro, oltre alle difficoltà delle disabilità, vivono in realtà periferiche difficili dove all’ordine del giorno ci sono disagi sociali, economici, problemi di droga, di violenza o disoccupazione. Nonostante questo, però, “il loro sogno è sempre stato quello di aiutare gli altri, magari utilizzando i proventi delle proprie opere per sostenere dei progetti per la lotta contro l’Aids.

 

 

Mi hanno trasformato, così hanno trasformato ogni amico o collaboratore che ha partecipato o si è avvicinato a questo progetto. Le banalità di cui ci lamentiamo ogni giorno, grazie a loro, hanno un valore diverso”, afferma Meneghetti. Ma di chi è il merito di tutto questo? “Dell’arte. L’arte è l’unica elaborazione umana che riesce ad unire. La politica, la religione, la medicina, le ideologie non riescono a farlo. L’arte sì. Grazie all’arte tutto è possibile. La realtà può essere trasformata in quello che crediamo. E se crediamo possiamo trasformare, solidificare, materializzare una diversa realtà”, precisa con emozione l’artista raccontando un episodio: “Nel 2010 stavo raccontando ad un gruppo di artisti disabili in un laboratorio a Tor Bella Monaca che tutto è possibile, che volendo possiamo andare alla Biennale di Venezia. Beh uno di loro si è alzato in piedi gridando ‘pullman pullmann’, come dire, beh andiamo, usciamo prendiamo il pullman e andiamo a Venezia. E’ stato così. Tre anni dopo lo abbiamo realizzato”.

 

 

E così nella Sala Carlo Scarpa del museo, videoinstallazioni, installazioni sonore e fotografie compongono il percorso della mostra ritraendo uomini e donne con disabilità in un dialogo che coinvolge anche lo spettatore: una galleria di persone che si presentano per quello che sono e che si esprimono lucidamente su temi universali come amore, solitudine, felicità, morte, normalità e diversità. L’artista svela inoltre anche la voce di chi è affetto da autismo e di come egli può percepire lo spazio circostante, di come vive il suo pensiero. In un altro spazio prende vita il racconto a più voci di una storia d’amore speciale. Infine in PASSAGGI-PAESAGGI, 4 monitor mostrano le immagini di persone “bendate” che camminano: una metafora della nostra esistenza effimera, ignara, ignorata, la cui unica certezza è il passaggio su questa terra. Grazie a questi lavori, i più diffusi pregiudizi vengono scalzati, incontrando una logica inedita: nelle persone con disabilità viene rivelata una capacità sorprendente di immaginare, percepire, pensare, raffigurare la realtà, e una facoltà di analisi insospettata. Infondo, per citare le parole di Cesar, “tutto è possibile”.

 

(gc)

 

Info

CÉSAR MENEGHETTI
IO_ IO È UN ALTRO
20 novembre 2015 – 17 gennaio 2016

La mostra è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio_Laboratori d’Arte

www.fondazionemaxxi.it  
 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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