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Libera LIBRI, il book sharing che chiede più spazi per la cultura

Dal Municipio XIV di Roma un esperimento diventato format di successo

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di Redazione | 2016-11-26 27/11/2015 ore 16:17
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:05)

C’è Camilleri accanto a Gramsci, Follett che si sovrappone a Palahniuk, tutti insieme, uniti,  sulla scalinata del pratone della Sapienza.

Potrebbe sembrare un romanzo di Thomas Pynchon riadattato in chiave capitolina ma é Libera LIBRI, una delle più originali realtà italiane di book sharing che oggi ha fatto visita al primo ateneo romano. Nata nel 2009 dall’idea di Julian Colabello – consigliere del XIV Municipio – Libera LIBRI è sbarcata alla Sapienza per una giornata dedicata allo scambio libero di libri e idee. “Dopo il grande successo dello scorso aprile sulla scalinata del Campidoglio, abbiamo riproposto questo bel momento di condivisione – ha dichiarato a Radiocolonna Luca Bombieri, l’organizzatore dell’evento – farlo alla Sapienza, in tempi difficili per la promozione della cultura in Italia, ha un forte valore simbolico”. Una sfida che parte dalla location, quel pratone di Giurisprudenza – storico punto di ritrovo e aggregazione – oggi invaso da aule e prefabbricati. “Vogliamo mettere dei tavoli per farlo tornare un luogo di studio e di socializzazione” ha aggiunto Bombieri. L’iniziativa è supportata da H2, associazione che cerca soluzioni innovative per territori e municipi a partire dalla valorizzazione dell’open source e del riuso spazi e oggetti non utilizzati. Le regole di LiberaLIBRI sono poche e semplici: chiunque può prendere e donare libri senza sentirsi in dovere di lasciarne uno o di portarsi a casa un volume. Non ci sono precetti precisi se non quello di amare la lettura e di non concepire il libro come un soprammobile da imprigionare su una libreria.

Negli anni i volontari hanno presentato il book sharing in molte zone di Roma, specialmente nel XIV Municipio dove l’intero territorio – da Primavalle a Montemario – è stato invaso di libri, iniziative e cultura. “E’ nato tutto come un esperimento ma il successo della prima edizione ci ha spinto ha renderlo un format regolare” ha raccontato Massimo Sestili, volontario di Libera LIBRI. La cittadinanza ha risposto con entusiasmo all’iniziativa tanto che – ha concluso soddisfatto Bombieri – “dentro pub, bar e associazioni culturali abbiamo aperto punti fissi di Libera LIBRI” (Giacomo Di Stefano)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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