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“Affinità elettive” alla Galleria d'Arte Moderna

Da De Chirico a Burri alla Galleria d'Arte Moderna fino al 13 Marzo 2016

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di Redazione | 2016-11-26 18/12/2015 ore 10:41
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:07)

Dalla collezione parmense della Fondazione Magnani Rocca alla Galleria d’Arte Moderna di via Francesco Crispi: la mostra “Affinità elettive” offre uno spunto per nuovi dialoghi tra artisti del Novecento presenti nelle due raccolte consentendo un approfondimento diverso, stimolante, sul panorama culturale che dalla prima metà del Novecento arriva fino alle ricerche informali di Alberto Burri. L’esposizione, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, fa seguito alla collaborazione felicemente avviata nel 2015 con la Fondazione Magnani Rocca che ha visto ospitare, da marzo a luglio, negli spazi della Villa dei Capolavori a Mamiano di Traversetolo (Parma), oltre cento opere della Galleria Capitolina con l’iniziativa “Roma 900De Chirico, Guttuso, Capogrossi, Balla, Casorati, Sironi, Carrà, Mafai, Scipione e gli altri nelle Collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale”.

A cura della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca, questa volta nella sede museale romana, fino al 13 marzo del prossimo anno viene esposta una selezione di circa quaranta opere della prestigiosa collezione, nello spirito di reciprocità tra le due istituzioni, entrambe impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico del Novecento italiano. Obiettivo comune è promuovere la conoscenza di questo importante patrimonio attraverso dialoghi, spesso non scontati, in cui protagonisti, ma anche artisti meno noti del Novecento, denotano affinità elettive.

Al capolavoro di Giorgio de Chirico, “L’enigma della partenza”, una delle gemme della collezione Magnani, vengono accostate, ad esempio, alcune opere della collezione capitolina che della speculazione metafisica presentano spunti e rimandi formali; al nucleo parmense delle nature morte di Giorgio Morandi e di Filippo De Pisis, dei quali Luigi Magnani fu grande collezionista, viene giustapposto un vario panorama di opere della raccolta romana che negli stessi anni testimonia la ricerca formale svolta sul tema dell’oggetto sul piano, da parte di molti artisti italiani. I rimandi sono molteplici e  interessano artisti di primo piano, da Marino Marini a Giacomo Manzù, da Ettore Colla a Leoncillo, da Mafai a Scialoja, da Gino Severini ad Alberto Savinio, solo per citare alcuni autori delle circa cento opere che figurano in mostra. (g.f.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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