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I simbolici viaggi tra arte e scienza di Roberta Buttini

Una mostra alla Galleria Vittoria che durerà fino al 27 giugno

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di Redazione | 2016-11-26 8/06/2016 ore 9:46
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:26)

Antropologia Cosmica di Roberta Buttini I simbolici viaggi tra arte e scienza prosegue il  viaggio intrapreso dall’artista nella capitale, con la prossima personale  dove è  di nuovo protagonista presso la Galleria Vittoria – Via Margutta 103 da mercoledì 8 giugno 2016 ore 18.00. La mostra sarà aperta fino al 27 giugno.
Le opere esposte fanno riferimento alle altre esposte alle Case romane del Celio.

Il percorso di ricerca artistica  di Roberta Buttini approda a cercare sulla tela il senso profondo del destino dell’uomo contemporaneo, influenzato dalla sua stessa natura ed imprigionato dalla realtà materiale. Dal contrasto che ne deriva, dall’interiore tormento, cerca di evadere e si libera soltanto cercando nello spazio cosmico un nuovo destino.
La  mostra è un viaggio tra passato e presente con un carattere indagatore ed emozionante stimolato dall’intensa attività conoscitiva di Roberta Buttini: la narrazione fluida si snoda fra antropologia ed arte, tra indagine storica e il proposito di ricostruire l’integrità del percorso umano attraverso l’universo dei segni che, se letti, dilatano gli orizzonti.

Scrive di lei Giorgio Di Genova:

“Il gran finale di questo viaggio attraverso i simboli ed i segni dell’homo sapiens è tutto giocato su questi rapporti tra complesso e significato, tra soluzioni plurali e soluzioni ternarie, in cui lo ieri, l’oggi ed il domani ora si mescolano ed ora si distinguono, a dimostrazione che la sapiens et habilis Roberta Buttini, come accade spesso agli artisti, sa mettersi all’unisono con il proprio Es, in cui non solo il tre ricorre con significati fondamentali, come insegnano gli psicoanalisti, Jung compreso, il quale, a proposito della convivenza di passato-presente-futuro, così pregnante nel discorso artistico qui presentato, non poco ci illumina nel suo La psicologia del transfert, allorché sottolinea ‘la singolare atemporalità dell’inconscio, tutto è già morto e non ancora nato’, dopo aver ricordato che ‘dopo tutto l’inconscio è la matrix dello spirito umano e delle sue creazioni’”.
 

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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