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Sogni d'acqua, mostra fotografica di Joseph De Felici

Alla Rocca Albornoz di Narni un bellissimo affresco visivo

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di Redazione | 2016-11-26 10/06/2016 ore 9:25
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:26)

Il tema del viaggio ha coinvolto da sempre studiosi, intellettuali, artisti e, dopo l’ufficializzazione della Fotografia (1839), anche i fotografi. Certi tipi di itinerari, sia privati e in solitudine, sia più condivisi, oppure smaccatamente pubblici, hanno avuto il pregio della scoperta: da diffondere o da serbare come intima rivelazione; come conferma di qualcosa di presagito o già conosciuto. Nel caso di Joseph De Felici, il suo nomadismo – che è prima di tutto esistenziale –, giunge a noi sabato 11 giugno alle ore 11.30, nell’ampio Spazio Museale Arte Contemporanea della magnifica Rocca Albornoz di Narni, sotto forma di un bellissimo affresco visivo titolato Sogni d’Acqua a cui è connesso il libro fotografico edito da Electa (Milano, 2014) entrambe curati da Barbara Martusciello.
 

Nelle aree vissute e fotografate da De Felici vediamo quella forza generatrice e universale della madre terra che ancora accoglie riguardose convivenze tra fauna, flora, uomini: stanziali e viaggiatori; la dimensione esperienziale del viandante si rafforza grazie all’incontro con chi abita determinate zone lungo il fiume Mekong e su tutto aleggia  una forza spirituale che coesiste con la durezza delle condizioni di vita di territori aspri tanto quanto magnifici. Questa complessità si distingue nel ciclo fotografico in mostra e vi si percepisce, anche, un’atmosfera evocativa determinata dall’acqua: dalla sua potenza simbolica, oltre che dalla sua importanza concreta, fisica. Laos, Cambogia, Birmania, Vietnam, Indonesia sono protagonisti raffigurati nella loro effettività mai turistica ma originaria, fulgida e complicata, piena di contraddizioni ma anche di una struggente bellezza.

In quel mondo Joseph De Felici non ha avuto e non ha occhi predatori, tanto è vero che, per esempio, le persone inquadrate nelle loro abituali pratiche di tutti i giorni non si arrestano nemmeno se incorniciati dall’obiettivo, incuranti o inconsapevoli dello sguardo dell’operator. E’ l’autore stesso a dirci cosa ha rintracciato lì e ci ha restituito grazie alla Fotografia: “Ho cercato di cogliere in ogni volto, in ogni gesto e respiro della gente (…) e la sacralità dell’esistenza.”. La natura, il fiume, l’uomo con la sua vita quotidiana e il lavoro, sembrano avere instaurato quella relazione di rispetto che il fotografo cerca di fermare e di ridarci attraverso le sue immagini. Egli, quindi, rimira e ci riconsegna – come indica Barbara Martusciello curatrice del progetto – “l’incanto della profondità esistenziale e sostanziale della vita”. Per tale pulizia del suo sguardo e per l’importanza anche concettuale che ricoprono le fotografie dell’autore, per il tema del viaggio e quello dell’acqua, elemento tanto prezioso e motivo di rinnovata attenzione etica e socio-politica pure a livello mondiale, Sogni d’Acqua trova la sua più ampia e piena visibilità in questa mostra che ha avuto una sorta di battesimo circa un anno fa alle Scuderie Aldobrandini di Frascati, dove la sua famiglia risiedeva e dove egli ha casa e torna dopo ogni suo reportage per il mondo, e si inaugura attualmente a Narni, città dove egli è nato e che gli è cara.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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