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Ultime due settimane per la mostra di Roberto Huner

L'esposizione, “Sconfine”, sarà al Margutta Vegetarian Food &Art fino al 12

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di Redazione | 2016-11-26 29/06/2016 ore 10:31
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:27)

Ama la fotografia cosiddetta di strada, immagini in viaggio che nel corso degli anni ha realizzato durante i suoi reportage per il mondo. E ama ritrarre, più di tutto, l’individuo, immerso nel proprio ambiente, nella sua natura, ispirato da forti contrasti, quali vitalità e disperazione, presente e passato, stasi e movimento.

Roberto Huner, la cui mostra fotografica “Sconfine” prosegue con successo negli spazi espositivi del Margutta Vegetarian Food & Art di Tina Vannini, ha selezionato una trentina di fotografie, prevalentemente in bianco e nero e in digitale, dei suoi ultimi dieci anni, arco temporale che sottolinea una costante del suo lavoro artistico. E sono in mostra sino al 12 luglio.

LA MOSTRA – Spiega la curatrice della mostra Francesca Barbi Marinetti: “Il titolo allude ad una dimensione di straniamento che apre la strada a stati sommersi e identità dimenticate che travalicano confini e culture di appartenenza.  “S-confine” fa riferimento ad una dimensione spaziale, temporale ma soprattutto psichica. Il partire “con uno stato d’animo libero da pregiudizi” è l’ingrediente che permette l’attitudine all’accoglienza e alle aperture, facilitando incontri che catturati in immagine assurgono a valenza simbolica o metaforica”.

Roberto Hüner nutre particolare interesse per la dimensione psichica. L’indagine dell’inconscio va al passo con l’espressione fotografica. D’altra parte il rapporto tra psicoanalisi e immagine artistica è storicamente riconosciuto. Molti artisti e correnti d’arte hanno attinto a piene mani alla ricerca psicoanalitica. Capofila il surrealismo, che ha tematizzato in modo esplicito la riflessione freudiana in direzione di una liberazione dagli stretti steccati degli obblighi sociali.

L’ARTISTA – “Uso la luce – dichiara l’artista – per far emergere o occultare un particolare, per plasmare o ammorbidire volti e figure cercando di cogliere quell’urgenza umana fatta di desideri di esistere, di gioia, di ricominciare. Sono molti i maestri che mi hanno condotto su questa strada, che mi hanno ispirato, uno su tutti il giapponese Ikko Narahara”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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