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Anzio, la Villa di Nerone diventa baraccopoli

Ennesimo scempio per un monumento che dovrebbe essere tutelato

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di Redazione | 2016-11-26 4/07/2016 ore 11:17
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:28)

L’ennesima pagina vergognosa di un libro che ormai i romani conoscono fin troppo bene: un monumento magnifico, che all’estero sarebbe giustamente sfruttato per attrarre i turisti, diventa una baraccopoli abusiva con tanto di ombrellone per proteggere dal solleone gli occupanti. Il monumento in questione è la Villa di Nerone ad Anzio, un sito archeologico mastodontico con uno strapiombo mozzafiato sul mare. Non bastasse il mare, che ogni anno si spinge un po’ più in là, a consumare le pietre del monumento, ci si mettono anche abusivi che hanno occupato con materassi, sdraio, ombrelloni e paraventi il sito archeologico.

Si dirà, se la gente è incivile, perché prendersela con le autorità? In primo luogo perché la spiaggia antistante la Villa di Nerone è facilmente accessibile e consente a chiunque di trovare ristoro, magari in una delle tante grotte che compongono il monumento. Poi, perché nessuno si è sognato di effettuare dei controlli per impedire che uno scempio del genere potesse anche solo essere immaginato. Non ultima, la beffa finale: il mare, come detto, sta ogni anno “mangiando” pezzi sempre più consistenti della villa. Ma il bando per la costruzione di moli protettivi, indetto nel 2014, è stato bloccato perché sull’azienda vincitrice pendeva un’interdittiva antimafia. Da allora, più nulla. (MS)
 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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