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Ai Mercati di Traiano apre Lapidarium di Gustavo Aceves

Quaranta sculture dall'Arco di Costantino fino ai Mercati di Traiano

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di Redazione | 2016-11-26 15/09/2016 ore 13:49
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:35)

Il dramma di migliaia di persone in fuga dai propri paesi per necessità di sopravvivenza e la conseguente emergenza migratoria, una delle questioni più pressanti e dibattute del nostro tempo, sono al centro della mostra di scultura monumentale Lapidarium dell’artista messicano Gustavo Aceves.

Uno degli obiettivi di Lapidarium è portare l’attenzione sul tema della sofferenza dei popoli, sia contemporanei, sia del passato, ricordando all’osservatore che parte del benessere e del livello di civiltà in Occidente derivano dallo sfruttamento altrui. 



Quaranta sculture singole, alte dai 3 agli 8 metri, si snodano dall’Arco di Costantino fino a piazza del Colosseo e ai Mercati di Traiano. Presentata in anteprima nel 2014 a Pietrasanta, dove nelle rinomate fonderie e laboratori sono state realizzate le opere, la mostra è stata “inaugurata a Berlino nel 2015 in occasione della commemorazione della fine della seconda guerra mondiale”, ha spiegato l’artista. Roma è quindi la seconda tappa di un tour intorno al mondo che si concluderà a Città del Messico nel 2018 con la realizzazione di un totale di 100 opere differenti. Altre tappe nel 2017 saranno Istanbul, Parigi, Venezia e molte città ispirate e riprese dallo storico viaggio della Quadriga di San Marco.

 

Lapidarium schiera un vero e proprio esercito di sculture equestri in bronzo, marmo, legno, ferro e granito adagiate in scheletri di imbarcazioni evocando l’immagine di un monumento ai ‘vinti’ e all’instabilità del tempo in cui viviamo. 

Le sculture hanno colori differenti: bianco, rosso, nero e verde.

“I colori dei diversi materiali utilizzati assumono un significato preciso – ha spiegato Francesco Buranelli, curatore della mostra – diventano riferimento topografico per identificare i mari attraversati dalle migrazioni storiche. Il Mar Mediterraneo o anche Mare Bianco dei Turchi è rappresentato dai cavalli bianchi, il cavallo rosso rappresenta il Mar Rosso che si aprì agli ebrei e che oggi si chiude al ritorno dei ‘senza terra’. Il cavallo nero, fatto con legno e sassi imbrattati dal catrame dei nostri mari allude al Mar Nero, via di passaggio delle antiche migrazioni da e per l’Oriente. Il cavallo verde, livido come la morte, racconta il mare senza vita del Mar Morto”.



Quattro mari per quattro cavalli monumentali che nel simbolismo evocano i quattro mali che affliggono l’umanità come nella suggestione offerta all’artista dalla lettura dell’Apocalisse di Giovanni in cui si racconta che ‘Guerra, pestilenza, morte e carestia’ porteranno alla distruzione del mondo.

“Lapidarium è il monumento dei vinti – ha concluso Buranelli – uno spazio muto di riflessione di cui ognuno di noi può appropriarsi”.

Lapidarium impone all’osservatore di esaminare i valori su cui è fondato il concetto occidentale di civiltà ed è il perfetto connubio della vita dell’artista Aceves che ha colto l’ispirazione durante un viaggio in Nigeria dove è rimasto colpito dalla brutalità del regime e che ha in prima persona vissuto da vicino il confine più difficile da superare, quello tra Messico e Stati Uniti.



“È un’opera che affonda le radici nella storia – ha spiegato Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali – il cavallo è compagno dell’uomo nelle fasi di conquista ma anche di sconfitta. Roma aveva una quantità enorme di monumenti equestri che onoravano i vincitori, ma nello stesso tempo scandivano la sconfitta subita dai popoli conquistati. Questa mostra è molto importante dal punto di vista evocativo, racconta molto più delle immagini che sono davanti ai nostri occhi ogni giorno il dramma delle migrazioni, per di più attingendo a una tradizione iconografica molto antica”. 



La mostra, promossa dall’assessorato alla Crescita culturale di Roma, dalla Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico con il supporto del Mibact, sarà inaugurata alle 18.30 del 15 settembre e sarà aperta al pubblico dal 16 settembre, fino all’8 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. La biglietteria è ai Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali e i costi variano tra i 10 e i 14 euro.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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