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Venezia 73:GREEN DROP AWARD, l'analisi di Boris Sollazzo

Ecosostenibilità:il cinema diventa green e i film sono messaggi

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di Redazione | 2016-11-26 15/09/2016 ore 14:12
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:35)

Green. E’ una parola che sta diventando centrale: nell’economia, nella società, nella politica. E ora anche nell’arte. Green, verde, è ormai un metro di giudizio: il “chilometraggio zero” di un film, adesso, è qualcosa da esporre con orgoglio, così come il rispetto per l’ambiente di troupe e mezzi di ripresa.

E lo si deve anche a iniziative come Green Drop Award, un premio che quest’anno, a Venezia, ha compiuto 5 anni – con una cerimonia al Chiostro di San Salvador a Venezia l’8 settembre e poi nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo con un incontro il giorno dopo – e costantemente, senza inutili didascalismi, ha sensibilizzato e informato sul tema. Con la capacità di entrare nella Mostra e portare la sua goccia d’acqua – è questo il premio, infatti – tra i più importanti riconoscimenti collaterali del festival. Anche perché non interessato a raccontare una nicchia, che tale non è, ma ad unire il senso profondo dell’arte con le tematiche “green” più alte. Ecco perché a vincere, ex aequo, grazie alla decisione della giuria formata da Simona Izzo, Ricky Tognazzi e Francesca Cavallin, sono due opere che del mondo, dell’ambiente, delle vite da rispettare sul pianeta sono innervate ma che allo stesso tempo sono cinema puro, di ricerca e sperimentale, fatto di immagini e rottura di schemi, indipendentemente dal giudizio critico che se ne possa dare: Spira Mirabilis della coppia D’Anolfi e Parenti, Voyage of time di Terrence Malick.

Un percorso culturale e di sensibilizzazione, prima che di educazione sociale e ambientale, che ha visto anche il lancio di una campagna ben fotografata dall’hashtag (citando il metodo di classificazione dell’impatto inquinante degli elettrodomestici) e dalle lezioni di cinema green tenutesi sempre in questa Venezia 73, all’Excelsior.

Un sentiero difficile quello affrontato da Green Cross Italia e Città di Venezia, per premiare chi “meglio abbia interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del Pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli”. Perché Green è una filosofia di vita. La ricerca di un modo sostenibile di esistere e convivere con tutti gli altri esseri viventi. E un’arte come il cinema non può non abbracciarla. (Boris Sollazzo)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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