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A Milano il nuovo salone del libro parte da tre milioni di euro

La manifestazione che ha portato al divorzio da Torino attende 400 editori

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di Redazione | 2016-11-26 6/10/2016 ore 11:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

Ufficializzata la rottura, adesso è arrivato il tempo degli investimenti per far decollare il progetto che sta spaccando in due il mondo dell’editoria italiana. Il budget? “Due o tre milioni di euro, in comunicazione e iniziative”, per lo più di promozione: parola di Federico Motta, presidente di quella Aie (Associazione Italiana Editori) che ha dato vita a “Tempo di libri“. Il salone del libro “della discordia”, insomma, poiché il progetto ha portato al divorzio da quello di Torino, quindi alla rottura tra gli editori stessi.

 

“Tempo di libri” si terrà dal 19 al 23 aprile 2017 a Fiera Milano Rho, e a presentarne i dettagli, mercoledì 5 ottobre a Palazzo Reale, accanto a Motta c’erano anche, fra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il governatore lombardo Roberto Maroni, oltre all’amministratore delegato di Fiera Milano, Corrado Peraboni, che è poi il partner grazie al quale sarà possibile realizzare la nuova manifestazione.

 

Se le attività di promozione dovranno partire adesso, è ancora presto per fare il conto di quante case editrici sceglieranno di essere presenti a Milano o a Torino (oppure a entrambe le manifestazioni ). “Ci aspettiamo la partecipazione di circa 400 editori” ha annunciato Motta a margine della conferenza stampa.

 

Numeri non particolarmente elevati, per la verità, dal momento che sono circa duemila le case editrici in Italia, stando agli ultimi dati ufficiali. Ma certo è che, se un nuovo salone del libro era destino che nascesse, ha senso che questo avvenga proprio nel capoluogo lombardo: “Milano e la Lombardia sono il luogo ideale, poiché al primo posto per numero di case editrici – 394 in tutto e cioè il 20% del totale”, ha dichiarato Maroni.

 

Un primato ancora più evidente se si prendono in considerazione i titoli pubblicati, ha continuato il governatore: 20.294, il 32,8% del totale. Basti aggiungere che la seconda regione in questa classifica, il Lazio, segue a lunga distanza, con meno della metà dei titoli (9.754).

 

Se dunque “Tempo di libri” ha ormai preso forma sulla carta e ora deve “soltanto” concretizzare, è vero anche che per gli editori non sarà semplice decidere a chi dare la propria adesione. “Aspettiamo ora che Torino ci fornisca i dettagli del suo progetto per poi decidere che cosa fare” ha spiegato Enrico Selva Coddè, amministratore delegato trade di Mondadori Libri e responsabile trade di Rizzoli Libri. “Oggi abbiamo sentito Milano e lo faremo”.

 

Il motivo? Rappresenta la risposta a una richiesta che arriva da tutto il mondo editoriale, secondo Selva, e cioè “avere un salone dal programma più ampio, in grado di estendersi a tutto il territorio nazionale: Milano ce l’ha presentato” e a convincere sono state le sue dimensioni, l’organizzazione e l’infrustrattura che gli giro intorno e, appunto, il bacino d’utenza. E se Torino dovesse presentare un prossimo Salone del Libro dalle caratteristiche pressoché identiche? “Premesso che è difficile parlare di qualcosa che non si conosce ancora, ci sarebbero delle difficoltà”, ha continuato Selva.

 

A ogni modo, “Tempo di libri” promette di avere delle ricadute economiche importanti per il settore e il suo indotto: “Dal momento che questo progetto sembra avere un respiro più ampio, ci aspettiamo ricadute positive”, ha concluso l’amministratore delegato. (teresa potenza)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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