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Wall of Dolls all'Auditorium Parco della Musica

L'iniziativa per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne

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di Redazione | 2016-11-26 19/10/2016 ore 10:17
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Il Wall of Dolls di Milano, l’installazione promossa da Jo Squillo e realizzata da stilisti, designer e artisti, che da circa 3 anni è divenuta simbolo contro i femminicidi e la violenza sulle donne, diventa protagonista di un docu-film. La proiezione in anteprima si terrà Giovedì 20 Ottobre 2016 presso la Sala Studio 3 dell’Auditorium Parco della Musica all’interno del Festival del Cinema di Roma. Il documentario racconta dalla nascita l’attività di comunicazione svolta al Muro delle Bambole in Via De Amicis, con un messaggio chiaro: solo un cambio culturale può fermare il Femminicidio.

 

L’anno scorso, in occasione dell’Expo di Milano, Wall of Dolls è stato meta di migliaia di persone, italiane e straniere, e tutti hanno postato una foto sui Social Network. Gli organizzatori hanno scelto proprio Roma per l’anteprima di questo documentario sia per la prestigiosa cornice del Festival, sia per la sensibilità dimostrata dalla Regione Lazio nell’approvare una legge proprio contro la violenza di genere. “Una legge per supportare le vittime, a cui dico di denunciare sempre” così Michele Baldi, Capogruppo della Lista Civica Nicola Zingaretti al Consiglio Regionale del Lazio, che interverrà in rappresentanza della Regione. “Una legge – continua Baldi – che prevede nuove case rifugio, diffuse su tutto il territorio regionale e una rete organizzata di centri antiviolenza; percorsi di reinserimento sociale e lavorativo per chi, pur avendo un reddito, ha bisogno di protezione e di un tetto; codice rosa nei pronto soccorso, ossia un’assistenza speciale per garantire la massima riservatezza; corsi nelle scuole perchè è fondamentale investire e fare formazione sui più giovani per educare gli uomini di domani a rispettare le donne e a credere in una cultura paritaria; progetti di recupero e rieducazione nelle carceri in collaborazione con psicologi e sociologi perché è importante risalire all’origine della violenza e rieducare i maltrattanti perché non ricadano nella tentazione di ricommettere il crimine, e infine un Osservatorio sulle pari opportunità e la violenza di genere per monitorare i dati, svolgere indagini ed elaborare progetti”.

 

Le cronache e i dati statistici quest’anno sono implacabili: dall’inizio del 2016 sono già 80 le donne uccise in Italia da partner o da ex fidanzati e da 10 anni i femminicidi sono in costante aumento. Testimonial di Wall of Dolls in quanto sopravvissute alla violenza, sono Lucia Annibali e Valentina Pitzalis, quest’ultima presente anche alla proiezione, vittime di un’incapacità di certi uomini di accettare un rifiuto o la fine di una relazione. I numeri non lasciano scanso a equivoci, dimostrano purtroppo che i femminicidi in Italia non sono affatto destinati a scomparire, bisogna convincersi che la violenza sulle donne è una piaga come la mafia o il terrorismo e che vanno stanziati fondi, avviati progetti e costituiti ‘corpi’ e istituti speciali per debellarla con un’iniziativa che coinvolga i giovani, le scuole e le famiglie. Ma oltre ai femminicidi e alle violenze più eclatanti, che finiscono sui giornali o almeno in denunce formali fatte alla polizia o ai carabinieri, esistono ragazze, madri e figlie che nel silenzio subiscono soprusi. Secondo i dati di Telefono Rosa almeno 8.856 donne sono state vittime di violenza e 1.261 di stalking. Si stima, inoltre, che il 90% delle donne non denunci atti di sopraffazione comunque subiti.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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