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Nathana Sawaya porta a Milano l'arte dei mattoncini Lego

La personale dell'artista americano ospitata dalla Fabbrica del Vapore

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di Redazione | 2016-11-26 20/10/2016 ore 20:51
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Un abito che volteggia al vento, una persona che nuota in un mare azzurro e ritratti che sembrano dipinti. Art of the Brick è una mostra che accompagna alla scoperta di un’arte nuova e sorprendente, in grado di lasciarvi estasiati non meno che di fronte alle sculture più famose, realizzate dai più grandi artisti di tutti i tempi: siamo di fronte all’arte dei mattoncini. Lego.

 

Artefice è l’americano Nathan Sawaya, che mercoledì 19 ottobre ha inaugurato la sua personale, ospitata dalla Fabbrica del Vapore fino al 29 gennaio. Qui si possono ammirare più di cento opere realizzate con oltre un milione di mattoncini. Opere che hanno reso Sawaya un artista apprezzato in tutto il mondo – accanto alle sue sculture si sono sedute personalità come il presidente statunitense Barack Obama – e che vanno da pezzi relativamente piccoli a reinterpretazioni di dipinti come “L’urlo” di Munch e la “Gioconda” di Leonardo,  fino a sculture come lo scheletro di T-Rex lungo sei metri.

 

Senza dimenticare le opere più originali quali Yellow, il  busto di uomo con uno squarcio nel petto, che l’artista considera una metafora della metamorfosi tutta interiore alla quale è andato incontro grazie ai numerosi viaggi compiuti.

 

L’arte di Sawaya è stata definita un intreccio fra pop art e surrealismo, certo è che sta gettando le basi di qualcosa di completamente nuovo. L’ambizione di ogni artista, in fondo, “è di poter ispirare le nuove generazioni” ha confidato Sawaya ai giornalisti: “Spero davvero di porre le basi per la nascita di un lego art movement”, cioè un movimento dell’arte dei lego.

 

La mostra della Fabbrica del Vapore approda a Milano dopo essere stata esposta a Roma, ma in una versione arricchita. Due piani di scoperte travolgenti, frutto di lunghe ricerche di Sawaya, anche in termini di tempo. Se, infatti, per un pezzo come l’ombrello rosso, che accoglie i visitatori poco dopo l’ingresso della mostra, Sawaya ha raccontato di averlo realizzato in una settimana, lo straordinario vestito rosso è frutto di un mese di lavoro: “Un lavoro delicato ma anche un po’ farraginoso, che è necessario rifinire con scalpello e martello per demolire le parti venute meno bene (i mattoncini vengono tenuti insieme da una colla speciale, n.d.r.)” ha precisato Sawaya. “Ecco perché, a lavoro finito, c’erano più mattoncini per terra che sull’abito”.

 

L’artista americano si è cimentato in opere molto diverse fra loro nell’arco degli ultimi dodici anni – da quando, cioè, si è dedicato completamente a questa arte dopo aver abbandonato la carriera forense. Ma è già al lavoro su qualcosa di inedito. “Sto sperimentando nuove opere e progetti per tentare di creare un’opera che spinga l’arte dei lego verso nuovi orizzonti; ma dovrete aspettare e vedere per sapere di che cosa si tratta”.

 

 

t.p.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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