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Antonio Ligabue: il grande pittore al Vittoriano dall'11 Novembre

Centoventi opere tra dipinti, sculture e incisioni

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di Redazione | 2016-11-26 11/11/2016 ore 0:23
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:43)

Il Complesso del Vittoriano dall’11 Novembre all’8 Gennaio 2017 ospita la mostra sull’artista Antonio Ligabue.

Le centoventi opere presenti nelle sale tra dipinti, sculture, disegni e incisioni sono state illustrate da Sandro Parmeggiani, direttore della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri e Sergio Negri, presidente del comitato scientifico della Fondazione che hanno sottolineato l’importanza dell’opera di Ligabue, espressione di una vita tormentata segnata dall’abbandono e dall’emarginazione. Considerato fra gli artisti più importanti del Novecento, nella sua opera non c’è un’adesione ad una linea stilistica ben precisa. Autodidatta, ritrae il mondo animale sempre in lotta per la sopravvivenza e ritrae se stesso, anch’egli sempre alla ricerca di uno spazio nel mondo. (Cristiana Tollis)

 

Dettagli sulla mostra:

attraverso tre sezioni cronologiche – che corrispondono ai tre periodi in cui è suddivisa la produzione artistica dell’artista – il percorso espositivo intende far conoscere i diversi esiti dell’opera di Ligabue nel corso della sua lunga attività, dagli anni Venti fino al 1962.

Antonio Ligabue, nato a Zurigo nel 1889, dopo tormentati e inquieti anni di vagabondaggio, nel 1919 giunge a Gualtieri dove nel 1929 incontra Renato Marino Mazzacurati (artista della Scuola Romana e poliedrico esponente di correnti artistiche quali il cubismo, l’espressionismo e il realismo) che ne comprende l’arte genuina e gli insegna l’uso dei colori a olio, guidandolo verso la piena valorizzazione del suo talento.

Con singolare slancio espressionista e con una purezza di visione tipica dello stupore di chi va scoprendo – come nell’infanzia – i segreti del mondo, Ligabue si dedica alla rappresentazione della lotta senza fine, per la sopravvivenza, di animali della foresta; si autoritrae in centinaia di opere

cogliendo il tormento e l’amarezza che lo hanno segnato, anche per l’ostilità e l’incomprensione che lo circondavano; solo talvolta pare trovare un po’ di serenità nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali che tanto amava e sentiva fratelli (in particolare, i cani).

 

Come evidenzia il curatore Sandro Parmiggiani:

“Ciò che affascina nella sua opera, in cui spira il vento del moderno, è la costante fusione di due diverse ottiche, considerate alternative e inconciliabili: l’esasperazione visionaria e il decorativismo manierista. Ligabue è infatti riuscito, come solo i grandi pittori sanno fare, a esprimere

e a fare convivere, nello stesso quadro, una duplice tensione emotiva: quella che, nella foga del racconto, dell’immedesimazione e dell’esaltazione, incendia i colori, esaspera le forme, arrivando a tutto coinvolgere in una sorta di vento panico; l’altra, che s’abbandona al gusto di iterare e di

disseminare nel corpo del dipinto certi motivi decorativi come nei mantelli degli animali, negli abiti indossati, nella vegetazione, negli interni e nelle strutture esterne di case e castelli”.

 

Antonio Ligabue-Complesso del Vittoriano, Roma

11 Novembre 2016 – 8 Gennaio 2017

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=lvp4ONtnaVo

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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