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Alla IUC ancora protagonista Schubert

La violinista moldava Kopatchinskaja star della giornata

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di Redazione | 2016-11-26 17/11/2016 ore 9:59
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:44)

Il breve ma intenso ciclo di tre concerti dedicato dalla IUC ai capolavori degli ultimi anni di vita di Franz Schubert prosegue all’Aula Magna della Sapienza sabato 19 novembre alle 17.30  con la virtuosa del violino moldava Patricia Kopatchinskaja e The Saint Paul Chamber Orchestra.

Patricia Kopatchinskaja è celebre per le sue interpretazioni ricche di temperamento, trascinanti e coinvolgenti, ma anche per l’abitudine di suonare scalza, che la fa sentire più libera e naturale. La sua personalità fuori dagli schemi si riconosce anche nell’impaginazione originale e intrigante di questo suo concerto con The Saint Paul Chamber Orchestra, una delle migliori orchestre da camera americane, vincitrice di vari premi, tra cui un Grammy per la migliore esecuzione cameristica.

Il programma è imperniato sul Quartetto in re minore D. 810, noto come “La morte e la fanciulla”, uno dei grandi capolavori scritti da Schubert nel 1826, quindi negli ultimi anni della sua brevissima vita: Schubert morì infatti nel 1828 a soli trentuno anni, il 19 novembre, esattamente nello stesso giorno di questo concerto. Il Quartetto sarà preceduto dal Lied di Schubert dallo stesso, in cui si narar il dialogo tra una giovane donna e la morte, che cerca di sedurla. Quindi sarà eseguito il Quartetto in una trascrizione per orchestra d’archi della stessa Kapatchinskaja e i suoi quattro movimenti si alterneranno a musiche di altre epoche, che ci porteranno dal medioevo ai nostri giorni. Sono una melodia sacra bizantina sul salmo 140, le Lachrimae Antiquae Novae del compositore inglese di epoca elisabettiana John Dowland e Ligatura e Ruheloss del nostro contemporaneo György Kurtag, uno dei maggiori compositori dei nostri giorni, di cui tutto il mondo festeggia nel 2016 i novanta anni d’età. Sebbene siano molto lontane nel tempo, queste musiche esprimono, ognuna in modo diverso, le emozioni e le idee suscitate dal pensiero della morte: terrore, minaccia, ansietà ma anche attrazione e consolazione.

 

Nella prima parte del concerto si ascolterà inoltre la Partita per archi di Gideon Klein, compositore ebreo morto nel 1945 in un campo di sterminio, le cui composizoni sono state fortunosamente riscoperte e da poco cominciano ad essere nuovamente eseguite, rivelando un grande compositore del Novecento che il nazismo cercò invano di cancellare dalla storia. Poi la Kopatchinskaja eseguirà il Concerto in re minore per violino e orchestra di uno dei maggiori compositore dell’epoca romantica, Felix Mendelssohn, anche’egli ebreo, che ebbe però in sorte un’esistenza fortunata e baciata dal successo.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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