torna su
29/05/2020
29/05/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

GNAM, la “prima” italiana di Drivas e la Abramovic

Due mostre alla Galleria Nazionale di Arte Moderna: il maestro dell’immobilità e del movimento, George Drivas e il “corpo a corpo” con Marina Abramovic

Avatar
di Redazione | 2017-06-21 21/06/2017 ore 16:41

LA mostra "Corpo a corpo" (Foto Omniroma)

Il maestro dell’immobilità e del movimento, George Drivas, arriva finalmente in Italia con la sua prima personale nel nostro Paese, in occasione della Biennale di Venezia dove l’artista greco è stato chiamato a rappresentare il proprio Paese. Ad ospitare questa ‘prima’ non poteva che essere la Galleria D’arte Moderna e contemporanea di Roma dove questa mattina è stata presentata Uncinematic. George Drivas. Sette le opere cinematografiche del maestro, realizzate fra il 2005 ed il 2014 e che rappresentano per lo stesso maestro “un flashback rispetto al mio lavoro per la Biennale, perchè sono il diario della mia esperienza. Attraverso queste opere si può vedere la mia vita, il mio percorso”.

 

La potenza dell’opera di Drivas, spiega la curatrice della mostra Dafne Vitali, deriva “dalla pausa e dal silenzio dei fotogrammi fissi” che vogliono invitare lo spettatore “a rallentare ed a trovare uno spazio temporale per l’interpretazione dell’opera stessa in questo costante rapporto fra movimento e non movimento, e narrativa e non narrativa”. Drivas, infatti, crea video narrativi basati sull’immobilità e in gran parte delle sue opere utilizza una straordinaria sequenza di immagini ritmicamente alternate capace di portare in primo piano il legame sotterraneo che, da sempre, unisce fotografia e cinema, ponendo in risonanza le fertili connessioni che sotto traccia uniscono immagine statica e immagine dinamica. Presentando la rassegna, che rimarrà esposta fino al 24 settembre, la direttrice Cristiana Collu ha voluto rendere omaggio al lavoro dell’artista greco “A cui siamo sempre stati interessati. Siamo molto contenti per il riconoscimento di essere il rappresentante della Grecia alla Biennale di Venezia. Un padiglione che tutti coloro che lo hanno visitato hanno notato come il suo lavoro facesse la differenza rispetto a molti altri padiglioni”.

 

Ma non è finita, perché le sale della Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospitano la rassegna ‘Corpo a Corpo’, una mostra che offre al visitatore l’impressione che un unico tratto leghi le opere delle grandi artiste degli anni 70’, che con le loro performance hanno cambiato la storia dell’arte, con i lavori di alcune giovani artiste italiane che negli ultimi anni hanno ripreso e sviluppato il tema del linguaggio del corpo. E così le opere di Marina Abramović,Tomaso Binga, Sanja Ivekovi, Gina Pane e tante altre pioniere delle ricerche sperimentali dialogano con i lavori pensati da Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Valentina Miorandi e Alice Schivardi e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine, per rendere “l’idea di quello che è stata la sperimentazione della body art”.

 

La curatrice Paola Ugolini, infatti, ha lavorato per creare un “un parallelo” fra i lavori più recenti e “le ricerche portate avanti dalle artiste storiche degli anni ’60 e ’70, la stagione del grande femminismo, quando molte artiste di tutto il mondo vennero in Italia per realizzare performance che hanno fatto la storia della arte”. Come quella di Marina Abramovic e Ulay realizzata alla Giudecca. Di particolare fascino gli scatti di Claudio Abbate realizzati a Roma fra il ’69 ed il ’72 “quando la galleria l’Attico ha iniziato a sperimentare l’ibridazione dei linguaggi. Attimi, fotografati da Abbate, che restano nella storia dell’arte”. Particolarmente entusiasta della rassegna anche la direttrice Cristiana Collu, titolare dei diritti sul titolo ‘Corpo a Corpo’, nato “dal corpo a corpo fra me e Paola durante le discussioni sull’organizzazione”. “La mostra – spiega la direttrice – consolida il rapporto con Paola Ugolini incentrato sull’attenzione al femminile in tutte le sue difficoltà perché c’è molto ancora da dire sulla questione di genere”. La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 24 settembre.

 

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
22914 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014