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Galleria Nazionale, nuovi arrivi per “Time is out of joint”

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di Redazione | 2017-07-10 10/07/2017 ore 17:36

(Foto Omniroma)

Due nuovi arrivi per la mostra da record ‘Time is Out of Joint’, allestita alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A varcare le porte di viale delle Belle Arti sono state nei giorni scorsi ‘Senza titolo con spine’ e ‘Campo di Battaglia’, due installazioni della giovane artista Silvia Giambrone, selezionata da Cristiana Collu, direttrice della Galleria, nel progetto ‘Level 0 di ArtVerona 2016’, con il quale 14 direttori dei principali musei di arte contemporanea hanno scelto alcuni artisti in fiera per promuoverli nella propria programmazione.

 

“La presenza di Silvia Giambrone in ‘Time is Out of Joint’ ha origine da una contingenza che è in piena sintonia con l’idea di accadimento e di evento che l’indagine sul tempo della mostra mette in campo” spiega Cristina Collu, secondo cui “Silvia si avvicina alla sua presenza in Galleria con un’idea e risolve la sua relazione con un’altra che risuona nella sala che ha scelto, e nella quale il suo lavoro si accende con una puntualità che sorprende senza punti di sutura”.

 

‘Senza titolo con spine’, composta da sedie in legno, rami di acacia spinosa, polivinilcloruro, bitume, vernice per vetro, combina materiali diversi in una architettura dinamica eppure stabile, evocando aspetti inquietanti della vita domestica. Attraverso un approccio poetico, rappresentato dall’intrusione di forze esterne nella relazione, l’opera mette insieme ambiente domestico – le due sedie in dialogo – e natura – i rami di acacia spinosa, detta anche ‘spina santa’ perché la stessa della corona di spine del Cristo – in un equilibrio che mostra la fragilità della vita. La casa diviene così proiezione sacra e profana della psiche. In ‘Campo di Battaglia’, al centro di un tappeto persiano, una parte del tessuto viene divelta creando un vuoto esaltato da una composizione di fiori secchi interamente ricoperti da polvere da sparo. La decorazione floreale, mimetica rispetto a quella del tappeto, si fa tridimensionale e si arma di polvere di sparo, svelando per analogia come l’ambiente domestico sia un campo di battaglia.

 

“Il conflitto domestico non è meno grave della guerra, per questo – spiega l’artista – il tappeto di ‘Campo di Battaglia’ dialoga con Today’s Life and War, la serie fotografica di Gohar Dashti, mentre ‘Senza Titolo con spine’ è esposta vicino al San Sebastiano di Leoncillo per i suoi riferimenti spirituali. Mi interessa dare forma alle testimonianze latenti dell’ambiente domestico che di solito prendono voce con fatica”.

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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