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Quadriennale, quando la storia guarda al futuro

I progetti verso la mostra del 2020 e la nuova sede del 2021

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di Redazione | 2019-01-28 28/01/2019 ore 16:00

Disegnare ”un panorama ampio delle forze vive dell’arte italiana”, che nel 2020 troveranno una prima dimensione multidisciplinare nell’appuntamento con la mostra al Palazzo delle Esposizioni, costruire ”la nuova sede che nel 2021 vedrà il trasferimento all’Arsenale Clementino, nei cui tre corpi troverà posto anche uno spazio espositivo permanente”. Il presidente Franco Bernabè a metà strada dei tre anni di lavoro che segnano la strada della Quadriennale, traccia l’orizzonte di un futuro che non vuole limitarsi al mero passaggio tra una mostra e l’altra nel quadriennio appunto ma diventare viaggio permanente nell’arte viva italiana.

”Non diciamo arte contemporanea – puntualizza infatti il direttore artistico Sarah Cosulich – ma parliamo semplicemente di arte”. Nominata nel 2017 Cosulich con il curatore Stefano Collicelli Cagol, ha appunto dato vita tra il 2018 e in vista del 2020 ad un progetto che prevede una serie di appuntamenti declinati nelle tre ‘Q’, anima che da vita anche al nuovo logo: Q-Rated, ovvero workshop della durata di tre giorni; Q-International, che sostiene le iniziative espositive di italiani coinvolgendo istituzioni estere; Q-2020 la 17/a quadriennale che inaugurerà al Palazzo delle Esposizioni il 1 ottobre 2020 e sarà aperta fino al 10 gennaio 2021.

”La mostra – spiega Cosulich – sarà dedicata alla multidisciplinarietà e non sarà solo di giovani ma ci saranno anche artisti che dagli anni Sessanta ad oggi hanno rappresentato un punto di riferimento per l’arte senza però avere la giusta visibilità. Designer, musicisti magari, importanti per gli sviluppi dell’arte italiana”.

Ci saranno un numero inferiore di artisti esposti, spiega ancora Cosulich, ”per dedicare più spazio a quelli presenti in modo da creare un impatto significativo con il visitatore. Ci sono stanze di artisti che rimangono nella nostra memoria, noi aspiriamo a questo”. Il 2021 sarà poi l’anno in cui sarà attiva la nuova sede dell’Arsenale Clementino. ”Ora siamo a Villa Carpegna ma l’assegnazione, da parte del Comune di Roma, è scaduta – spiega Bernabè – e non è stata rinnovata. Il ministero ha quindi deciso di recuperare l’Arsenale pontificio che era utilizzato come deposito abusivo, uno ‘smorzo’ come lo chiamano a Roma”. Un edificio, in tre corpi, enorme, che con il contiguo San Michele darebbe vita a un gigantesco polo d’arte ”e che – spiega ancora il presidente – dovrebbe tornare ad essere collegato in qualche modo con il Tevere come era in origine. La realizzazione dovrebbe arrivare in due anni, quindi per l’inizio del 2021 – quando chiuderebbe la mostra della Quadriennale – tutto si sposterebbe nei tre corpi dell’arsenale. Qui, nella corderia, arriverebbe l’archivio e gli uffici, mentre una parte, quella dei Magazzini del sale sarebbero destinati ad una attività profit con ristorante e l’edificio dell’arsenale sarebbe destinato a spazio espositivo permanente’. In più ci sono 5 mila metri quadrati di spazio esterno libero”.

Nel frattempo, il 2019 sarà ancora l’anno dei workshop. ”Si parte da Milano – racconta Stefano Collicelli Cagol – Pirelli Hangar Bicocca 26-27-28 marzo, per parlare di ‘Performance’. Poi il 2-3-4 luglio saremo a Nuoro al Man, dove in collaborazione con la Sardegna film commission si affronterà il tema della pittura. E infine a novembre saremo a Napoli al Museo Madre per affrontare la questione ‘Display”’. Accanto al mondo fluido del progetto, a quello che il presidente Bernabè chiama ”rappresentazione delle tendenze”, c’è poi il grande archivio al momento nella bellissima sede di Villa Carpegna, dove ”abitano” 14 mila fascicoli di documentazione su artisti del Novecento, 2 mila fascicoli, 30 mila tra fotografie, negativi ed ektachrome, 100 tra pellicole e videocassette, mille manifesti, 40 mila volumi, 2150 riviste d’arte e molto altro visitabile ogni giorno, ma questo è solo il quotidiano. (Fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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