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La donna e le sue mille anime nella mostra Eva vs Eva

Presentata ieri al Collegio Romano un’esposizione a Villa d’Este e Santuario d’Este (Tivoli) che dà conto della figura femminile attraverso i secoli. Tra i prestatori la Fondazione Sorgente Group di Mainetti

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di Redazione | 2019-03-31 30/03/2019 ore 12:00
(ultimo aggiornamento il 31 Marzo 2019 alle ore 17:21)

Tre grandi istituzioni insieme per organizzare una mostra che si può definire un vero e proprio “progetto di partenariato”: l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, insieme al Museo Nazionale Romano e al Parco Archeologico di Pompei, si sono impegnati in una ricca e trasversale esposizione interamente dedicata alla donna e alle sue molte sfumature. Introdotta oggi in conferenza stampa presso il Collegio Romano, l’esposizione si intitola “Eva vs Eva”, che rimanda al famoso film del 1950 con Bette Davis ed Anne Baxter, fortemente allusivo sulla duplice valenza della donna per l’immaginario collettivo. Sono la cinquecentesca Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore (l’Antiquarium, per la precisione) ad ospitare l’iniziativa nel periodo dal 10 maggio al 1 novembre. Sono presenti non solo opere archeologiche ma anche dipinti antichi e contemporanei, documenti letterari e manufatti. Dalle opere esposte emerge soprattutto la dicotomia “positivo-negativo” applicata alla donna, che da un lato sa rassicurare ma dall’altro esprime tutta la sua intensa e a volte imprevedibile natura.

Compaiono capolavori in prestito da Palazzo Massimo, come la testa di Saffo e il ritratto di Agrippina Minore, ma anche opere del Parco Archeologico di Pompei, come Poppea e un frammento di affresco del I secolo d. C. Fra i dipinti, alcuni pezzi come Giuditta e Oloferne di Piazzetta dall’Accademia di San Luca o le opere della Fondazione Sorgente Group. L’istituzione presieduta da Valter e Paola Mainetti presta i due dipinti “Maria Maddalena che medita sulla Corona di Spine” del Guercino, “Santa Cecilia” del Cavalier d’Arpino e l’idolo cicladico in marmo “Grande Dea Madre”. Nel primo quadro prevale il pentimento di un’affranta peccatrice, seppure ancora bella nei suoi ornamenti. Nel secondo, al contrario, la donna è rappresentata come Santa e in comunione con Dio attraverso la musica. L’idolo cicladico, invece, riporta al femminino come fecondità, prosperità. La Grande Dea Madre, che tutto crea e che rigenera, ci trasmette infatti l’idea di una società che nell’arte rispecchia la sua condizione di benessere sociale ed economico.

“Abbiamo realizzato un’esposizione sulla figura femminile a cinquecento anni dalla morte di Lucrezia Borgia, emblema della duplicità femminile – ha ricordato Antonio Lampis, Direttore Generale Musei. Un percorso articolato in quattro temi principali, che cerca di evidenziare il passaggio da donatrice di vita ad assassina, come nel caso della figura di Medea”. “La rete creatasi tra coloro che hanno collaborato al progetto ha creato una piattaforma di lavoro tra le maggiori istituzioni culturali del Paese – ha evidenziato Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – che ha reso pienamente la ricchezza di temi e suggestioni”. “Fanno parte della mostra anche interessanti percorsi didattici a cura dei tre istituti – ha spiegato Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano. E poi ci sono figure femminili potenti come Agrippina, Livia, Giulia Domna, ma anche la poetessa appassionata e anticonformista Saffo”. Dal Parco Archeologico di Pompei, la Direttrice Alfonsina Russo ha ricordato il variegato mondo femminile presente a Pompei al tempo dei romani, tra imprenditrici, matrone, dee, pienamente rappresentato in “Eva vs Eva”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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