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L’Aquila. Grandi speranze: 6 puntate di dolore e rinascita

L’Aquila. Grandi Speranze di Marco Risi è una serie TV che trasmette tutti i valori positivi che il terremoto del 2009 sembrava aver cancellato.

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-04-14 14/04/2019 ore 10:40

L'AQUILA GRANDI SPERANZE -

L’Aquila. Grandi speranze non è romanzo sceneggiato ma la storia di un città ridotta in macerie dopo il terremoto che l’ha colpita nel 2009. E anche della sua lenta ripresa.

Un anno più tardi i suoi abitanti provano a riprendere in mano i fili delle loro vite spezzate, ognuno a modo suo. Una ferita profonda che non ha colpito solo l’Aquila ma tutti noi intensamente. L’Italia è una terra “ballerina” e l’ha dimostrato, nel corso degli anni, con tante distruzioni e tantissime vittime.

Dopo 10 anni il centro della città è ancora una selva di impalcature, negozi sbarrati e case abbandonate. La ricostruzione continua ma, è una lotta contro il tempo. Proprio alla rinascita fisica e spirituale della città il regista Marco Risi (con lo sceneggiatore Stefano Grasso) ha deciso di dedicare una fiction in 6 puntate su Rai 1.

Risi dice” Sono stato a L’Aquila per la prima volta nella mia vita un anno e mezzo dopo il terremoto, esattamente quando ha luogo la storia del nostro lungo film. Non conoscevo la città e non sapevo della sua bellezza, potevo soltanto immaginarla: non me ne potevo rendere conto attraversandola a piedi perché era completamente ricoperta dalle impalcature che cercavano di tenerla in piedi come uno scheletro senza muscoli. Quello che mi impressionò fu il silenzio. Sentivo il rumore dei miei passi che attraversavano la zona rossa presidiata da alcune camionette dell’esercito e avevo la percezione assolutamente nuova di essere solo in una città fantasma. Mi dissi: qui devo venire a girare un film!…Mi è piaciuta molto l’idea degli adolescenti che scorrazzano di soppiatto nella città proibita cercando di riappropriarsene alla loro maniera, augurandosi addirittura che non cambi, che rimanga così perché solo così può essere esclusivamente loro, il loro territorio di conquista.
Mi sono piaciuti gli adulti che cercano di rimettere in piedi i pezzi delle loro coscienze e non soltanto i pezzi della loro città.
Mi piacciono i piani che corrono paralleli delle due dimensioni: da una parte gli adulti con i loro guai, dall’altra i loro figli che quegli stessi guai vivono di riflesso ma che si gettano nell’avventura di crescere in una situazione assolutamente unica.”

Da tutte queste visioni e sensazioni è nata “L’Aquila. Grandi speranze”. Una catena di episodi che diventa il film della vita spezzata e della vita che, nonostante tutto, vince e risorge. Una serie Tv prodotta da Rai Fiction che si è anche dimostrata capace di unire attori di provata esperienza (Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Giorgio Marchesi, con Luca Barbareschi, Valentina Lodovini, Francesca Inaudi, Carlotta Natoli ed Enrico Ianniello) e ragazzi del luogo.

Erano bambini molto piccoli all’epoca della devastazione e ora in tutta quella rovina riescono ad inventarsi una nuova vita e nuovi giochi. E proprio il loro divertimento, il loro correre in bicicletta tra la polvere e le macerie rompe in parte il gran silenzio e il gran vuoto che per 10 anni son stati i soli padroni de l’Aquila.

C’è tanto dolore nel film ma anche tanta volontà positiva e sentimento.

Chissà se Marco Risi ne farà una sintesi da proporre nelle scuole a ragazzini che hanno la stessa età dei protagonisti? e che non sanno quasi niente di quello che è stato e di cosa vuol dire reinventarsi la vita e la speranza.

foto: RAI FICTION

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A proposito dell'autore

Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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