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La storia del cannone del Gianicolo da Pio IX ad Andreotti

Qual era l’utilità del celebre cannone ottocentesco? I legami dello scoppio con la storia politica – e religiosa – di Roma

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2019-05-5 5/05/2019 ore 9:00

Sparare un colpo così forte affinché tutti i parroci di Roma potessero sentirlo. Siamo nel 1847 nella Roma di Pio IX e la Capitale dello Stato Pontificio aveva un problema con la sincronizzazione delle campane. Troppo spesso, infatti, capitava che la conta del tempo di ogni singola campana fosse fatta dai sagrestani delle varie chiese di Roma. Con il risultato di sentire suoni scoordinati e non allineati, Così, per evitare troppa discrezionalità, il pontefice decise di far sparare un colpo a salve a mezzogiorno per sincronizzare tutte le campane della capitale pontificia.

In origine il cannone era situato a Castel Sant’Angelo, dove l’artigliere riceveva un segnale dal Collegio Romano (una bandiera issata) per sparare il colpo.

Il cannone arrivò al Gianicolo solo nel 1904, dopo un breve passaggio di un anno a Montemario. Nel 1925, per segnalare il mezzogiorno e far partire il colpo, arrivò finalmente il telegrafo, in sostituzione del metodo artigianale del Collegio Romano che consisteva nella discesa di una palla e – per l’appunto – di una bandiera issata che dava il segnale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, lo scoppio venne sostituito – per ragioni di ordine pubblico – dal suono di una sirena, per poi tornare attivo nel 1959 dopo un appello del conduttore de Il Musichiere Mario Riva. Lo sparo del cannone, racconta Massimo Franco nel suo libro su Giulio Andreotti, era una tradizione molto cara a Giulio Andreotti che avallò la reintroduzione con parole entusiastiche.

“Nessun timore – spiega Andreotti ai romani, rassicurandoli sulla novità – si tratta del ripristino di una tradizione tanto cara ai romani, interrotta per causa della guerra. Il colpo di cannone sparato dal Gianicolo avvertirà la città che è mezzogiorno preciso. Un tempo – aggiungeva – le massaie sapevano che era il momento di “buttar giù la pasta”, ma oggi la città si è ingrandita e gli orari sono molteplici e non c’è più uniformità di vita. Lo sparo ha quindi un valore simbolico. Non per questo, tuttavia, sarà meno gradito”.

Oggi si può assistere gratuitamente allo sparo del cannone del Gianicolo ogni giorno da via San Giuseppe Garibaldi, piazza S. Onofrio, Piazza della Rovere e da largo di Porta San Pancrazio. Ovviamente alle 12,00 in punto.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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