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Giacomo di Thiene, ora nuovo ruolo per le dimore storiche

Neo presidente Adsi, creano indotto, dal restauro al turismo

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di Redazione | 2019-06-6 6/06/2019 ore 9:00

foto da twitter

“Si dice sempre che il patrimonio culturale è il petrolio del nostro paese. E allora cerchiamo di capire come tirarlo fuori, rispettandolo”. Parola di Giacomo di Thiene, 49 anni, architetto, specializzato nella tutela e recupero del patrimonio storico-artistico, appena eletto nuovo presidente nazionale dell’Associazione dimore storiche italiane (Adsi) per il triennio 2019-2022.

Già vicepresidente dal 2013 al 2016 e poi presidente, dal 2016, dell’Adsi Veneto, collaboratore della Collezione Guggenheim e con alcuni Padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia, autore di progetti per la valorizzazione di complessi monumentali e la ristrutturazione di teatri in Italia e all’estero e co-curatore dell’Archivio di famiglia al Castello di Thiene (Vicenza), il nuovo presidente succede nell’incarico a Gaddo della Gherardesca, seguendo anche le orme di suo nonno, Gian Giacomo di Thiene, tra i fondatori e primo presidente nazionale dell’Adsi dal 1977 al 1986.

Primo passo del suo mandato, proseguire sulla strada “della sensibilizzazione della società civile sul valore del patrimonio immobiliare storico privato del quale spesso non si ha reale percezione: solo in Veneto raggiunge il 40%”.

Se tanti edifici “sono ancora oggi ben conservati – spiega – nella maggior parte dei casi, è perché utilizzati da famiglie che li abitano e custodiscono. Devono tuttavia trovare un nuovo ruolo, in un contesto messo a dura prova dalla crisi economica tutt’altro che finita”.

“Vorrei riuscire a dimostrare – spiega ancora – come le dimore storiche siano delle realtà culturali, sociali e anche economiche, per tutto l’indotto creato sul territorio, indipendentemente se aperte o chiuse al pubblico, dalla filiera del restauro al turismo, dalla comunicazione alle nuove tecnologie. Ultimo ma non ultimo, le dimore storiche definiscono la qualità dell’ambiente in cui viviamo”.

Parola d’ordine, quindi, “dialogare con tutti, dal ministero ai ragazzi delle scuole”, anche con la nascita del premio Tesi di laurea sui beni vincolati promosso dall’associazione e “aperto ad ogni elaborato che abbia nuovi suggerimenti da offrirci, anche sul piano legislativo ed economico”, che verrà consegnato per la prima volta a ottobre a Matera Capitale europea della cultura 2019 (bando aperto fino al 30 settembre con premio di 1.500 euro).

“Chiediamo che qualsiasi politica culturale in Italia passi attraverso un confronto con la nostra associazione che è la più rappresentativa nel Paese – prosegue di Thiene – Occorrono una fattiva politica di valorizzazione” e un “sostegno alla conservazione di tanti beni. È un modo – conclude – anche per tenere le persone in quei luoghi e creare un lavoro che non rischierà mai di essere trasferito all’estero. L’industria dell’automobile o di elettrodomestici, una volta ricevuti i finanziamenti, può spostarsi ovunque. I castelli restano qui”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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