torna su
19/06/2019
19/06/2019

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Infanticidi: genitori che uccidono i propri figli

L’infanticidio è l’atto più mostruoso di cui possa macchiarsi un essere umano. Purtroppo i casi aumentano e il silenzio colpevole di chi sa li facilita

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-06-9 9/06/2019 ore 11:00

infanzia spezzata

Mentre il femminicidio è ormai riconosciuto come una piaga sociale e ripetuto con una frequenza aberrante, l’infanticidio arriva come uno stillicidio che corrode ogni più buio pensiero.

Non sempre conosciamo il nome della vittima. Sappiamo solo che i “martiri” degli infanticidi sono piccoli, piccolissimi a volte neonati. Gli ultimi fatti di cronaca sono talmente raccapriccianti nelle loro dinamiche e motivazioni da essere quasi inverosimili.
Nel 90% dei casi l’omicida è la madre che in quel gesto mette tutta sua depressione, la vendetta, la rabbia per la vita e “confessa”, pubblicamente,  la propria inadeguatezza per il nuovo ruolo all’interno della famiglia e della società.

Il nuovo arrivato passa da stato (gravidanza) a realtà con mille bisogni che possono diventare fatica e fastidio. L’infanticidio è la colpa più grave di cui una persona possa macchiarsi.

Eppure nella storia antica compare spesso la figura della madre omicida (Medea, sopra tutte e poi Artemide, Mormo…) con delle motivazioni molto simili a quelle odierne.

Ma, allora, come oggi anche i padri hanno colpito a morte i propri figli. Per i maschi vale, come fattore stimolante, l’insofferenza: il pianto frequente, i nuovi obblighi ma, soprattutto il concetto del “figlio rivale“, vissuto come elemento destabilizzante del rapporto di coppia.

Poco importa l’età del bimbo. Quello che scatena i padri assassini è il sentirsi spodestati dal ruolo di re di casa, è il passare in secondo piano rispetto al neonato. E questo a volte diventa inaccettabile.

Ed ecco neonati scossi e percossi ripetutamente pur di farli tacere, torturati perché la mamma, ormai, non ha altro pensiero che il bambino.

La prima giustificazione e la più frequente che viene rilasciata, in questi casi: è caduto dalla culla e ora non respira più. Con le autopsie si scoprono, invece, ben altre realtà che hanno segnato la piccola breve vita.

Nei casi di “famiglie malamente allargate”, poi scatta la “sindrome del cuculo” (ndr). L’uccello si appropria di un qualunque nido, distrugge le uova esistenti al fine di deporre il proprio (del quale, per altro non si occuperà mai).

Ma proprio negli ultimi mesi assistiamo, anche ad un modello nuovo e terrificante di infanticidio. Il papà e la mamma che, in solido, decidono di uccidere. I casi sono eclatanti e non più così rari. Non sono chiamate di correo ma vere e proprie esecuzioni pianificate e realizzate a 4 mani.

Sintomatica è la tragedia vissuta da una bimba (tre anni e mezzo) disabile, nel milanese. Oltre ai maltrattamenti quotidiani per la piccola, definita dai genitori “scimmia”, il destino era già stato scritto: uccisa. Forse annegata, forse soffocata…i genitori stavano studiando il sistema “migliore”. Dalle intercettazioni emergono dialoghi di una crudele freddezza incredibile. Purtroppo gli eventi tragici si moltiplicano in ogni parte del mondo.

Gli psichiatri li definiscono come “follia a due” e non per forza uno dei coniugi deve essere elemento dominante. Spesso la coppia è talmente chiusa su se stessa (Rosa e Olindo) da non sopportare alcuna “intrusione”. Una situazione pericolosissima ed esplosiva dove basta una minima variazione del tran tran per scatenare l’atto criminale. E questo raggiungerà la violenza più crudele, come se la brutalità di un degli “attori” rafforzasse quella dell’altro. Una specie di orgia di odio e furia.

Sicuramente la precarietà del livello socio culturale in cui l’omicidio avviene è una componente molto rilevante. Ma il male e la follia possono essere ovunque. E gli “amori malati” si nascondo dietro le porte chiuse degli appartamenti ma dalle quali trapelano spesso in modo evidente situazioni di disagio che NESSUNO ha il coraggio e la voglia di denunciare. Davanti alle telecamere partono le solite bugiarde frasi di rito:”Sembravano proprio due persone normali”. E invece NO. Sono individui malati, protetti dal silenzio COMPLICE della società e, quindi, liberi di delinquere in qualunque momento. Persone così squilibrate da uccidere i propri cuccioli. Esseri ancora indifesi, senza voce e senza alcuna possibilità di salvarsi. Solo chi sa e decide di parlare può, spesso, evitare il compiersi della tragedia. Facendo intervenire medici (per curare i genitori malati) e strutture forti, in grado di strappare la vittima designata alla sorte più che prevedibile.

Stampa

A proposito dell'autore

Anna Ricca
442 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014