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Bozza riforma Mibac, verso stop autonomia per 4 musei

Declassati Appia, Accademia Firenze, Villa Giulia e Miramare

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di Redazione | 2019-06-10 10/06/2019 ore 19:00

Un grande peso alla direzione generale dell’archeologia, novità per prestiti ed esportazioni di beni. A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno è pronta la bozza del Dpcm di riforma del ministero della cultura che è stata inviata a Mef e Funzione pubblica. Tra i punti cardine del testo – che dal Mibac sottolineano potrebbe subire importanti modifiche – un taglio dei musei autonomi: scompaiono dall’elenco Parco dell’Appia, Museo Nazionale Etrusco, Gallerie dell’Accademia e Castello di Miramare.

Nella bozza di riforma che dopo l’ok di ministero dell’Economia e Funzione pubblica dovrebbe arrivare al Consiglio dei ministri (in mezzo palazzo Chigi potrebbe decidere di chiedere un parere al Consiglio di Stato, ma c’è un problema di tempi dato appunto dalla scadenza al 30 giugno) ci sono molte novità sia a livello nazionale sia a livello delle strutture periferiche. Nella sede centrale del ministero della Cultura viene rafforzata la macchina organizzativa con più poteri accentrati sulla struttura guidata dal segretario generale, di fatto il numero uno amministrativo del dicastero dopo il ministro. Cambia in parte l’organizzazione delle direzioni generali, con l’arrivo di un nuovo ufficio “Contratti e concessioni” e con la direzione delle arti contemporanee, architettura e paesaggio che diventa Direzione generale Creatività contemporanea e rigenerazione urbana inglobando per la prima volta tra le sue competenze la moda e il design e “promuovendo interventi di rigenerazione urbana”. Alla direzione generale archeologia vengono attribuite diverse funzioni tra le quali – previa istruttoria della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente – l’adozione di “provvedimenti di autorizzazione al prestito per mostre ed esposizioni”, nonché i provvedimenti “in materia di circolazione di cose e beni culturali in ambito internazionale”. La nuova direzione contratti acquisisce parte delle competenze del bilancio e – questa è un’altra delle importanti novità rispetto alla riforma Franceschini – sopra una certa soglia di spesa (l’importo verrà precisato in un successivo decreto) svolge le funzioni di stazione appaltante per tutti gli uffici periferici del ministero, in teoria quindi anche per gli istituti autonomi come Pompei, Colosseo, Uffizi.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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