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Venezia, l’”aqua granda” del 1966 torna realtà

Son passati più di 50 anni dalla grande alluvione che stremò Venezia. Queste immagini ci riportano a quei giorni

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-11-17 17/11/2019 ore 10:40

Non possiamo e non dobbiamo dire nulla di fronte a queste immagini.

Perchè non ci sono mai parole per raccontare l’angoscia, la disperazione, la paura che tragedie come questa suscitano  nell’anima delle persone che le vivono. Vogliamo, forse raccontare ancora del forte vento che cambiando improvvisamente direzione ha spinto il mare già cattivo fin dentro ogni angolo della Città e delle case? Vogliamo riaprire l’ennesimo dibattito sull’incompiuto Mose? O sulla sua controversa utilità?

No. No davvero. Venezia è travolta e stravolta. L'”aqua granda” (o acqua granda) che sembrava confinata ai ricordi dell’alluvione 1966  ritorna in questi giorni (dopo più di 50 anni!) più viva e vera che mai.

I danni alle cose sono incalcolabili e i segni lasciati dall’acqua salata resteranno visibili e corrosivi per tanto, troppo tempo. Il marmo delle colonne sarà intaccato e già da ora si guarda con preoccupazione alla stabilità di molti campanili.

Venezia, città nata sull’acqua e che dal solcare infinite e sconosciute acque ha tratto commerci, conoscenze e immense ricchezze; Venezia che deve all’acqua la sua eccezionalità e la fama che la circonda, Venezia dall’acqua ottiene dolori e  ferite intollerabili.

Nel mare sorge una città gloriosa. L’acqua percorre le strade e le calli, si abbassa e si alza; e le alghe si abbarbicano al marmo dei palazzi”. (Samuel Rogers, poeta inglese, 1822).

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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