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Erasmus, la Brexit ne decreta la fine

Erasmus perde uno dei suo tasselli più importanti: il Regno Unito attraverso la Brexit lo esclude dai suoi piani. Addio ad Albione!

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-01-9 9/01/2020 ore 15:13

Rimbalza sui media internazionali la polemica sulla conferma della volontà del governo britannico di Boris Johnson di far uscire il Regno anche dall’Erasmus, lo storico programma di scambio fra studenti europei, non appena sarà in vigore la Brexit.

La questione è stata definita una volta per tutte ieri pomeriggio con la netta bocciatura di un emendamento alla legge di ratifica del divorzio da Bruxelles presentato dall’opposizione liberal-democratica in una Camera dei Comuni ormai dominata dai conservatori di Boris Johnson dopo la vittoria elettorale del mese scorso.

Il voto, per quanto atteso, ha suscitato oggi reazioni di protesta sui social media da parte di vari studenti e accademici del Regno, nello stesso giorno in cui si attende l’ok finale dei Comuni della ratifica, prima del passaggio di rito dell’iter della legge la settimana prossima alla Camera dei Lord.

La fine di Erasmus era del resto annunciata, sullo sfondo della promessa del premier Tory di mettere fine alla libertà di movimento automatica con l’uscita dall’Ue e di cambiare in generale le regole del gioco sull’immigrazione, con una sostanziale equiparazione fra europei e non e un sistema a punti per il filtro degli ingressi basato in futuro come in Australia sull’esclusiva valutazione delle qualità degli aspiranti.

Ebbene sì la Camera dei Comuni del Regno Unito ha ufficialmente detto addio anche all’Erasmus+, quella piattaforma che include anche il programma europeo di scambio degli studenti tanto apprezzato da generazioni di studenti europei  dice il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli -. La Brexit ormai è nei fatti e non sta a me dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ho sempre detto che la volontà popolare andava rispettata. Ciò non toglie che oggi è davvero un giorno molto triste perché, se il progetto europeo in questi anni è cresciuto, se l’Unione, soprattutto tra le giovani generazioni, si è fatta concreta, lo si deve anche a iniziative come l’Erasmus”. “Ogni perdita impone una riflessione e una ristrutturazione, credo quindi che l’Ue debba necessariamente ripensare il percorso educativo per le nuove generazioni. Solo lo scambio e l’integrazione faranno il cittadino europeo di domani, non certo le chiusure e gli arroccamenti”, conclude.

Secondo Mattero Renzi, ‘a maggior ragione ora l’Unione Europea ha il dovere di investire sull’educazione, la conoscenza e le nuove generazioni’

Secondo noi questa scelta che coinvolge in modo determinante Erasmus è un colpo basso, non solo, all’Europa Unita quanto al liber, doveroso e necessario interscambio culturale. L'”impero” inglese perde un altro dei suoi pezzi. E lo fa con coscienza e determinazione.

John Donne (1572-1631) scrittore, poeta e pensatore INGLESE già allora scriveva                                                                                  «Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te». 

E’ più che lecito pensare, oggi, che gli inglesi abbiano dimenticato la propria cultura e abbiano per troppo tempo (secoli?) “marinato” la scuola.   Inghilterra= un ‘isola persa nel grande mare del ricordo di un passato glorioso (ndr)

 

John Donne,

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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