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Cinema America accusa: “Niente arena estiva per ricatto distributori”

Ma per Anica si tratta di “un’irresponsabile e incomprensibile campagna di diffamazione”

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di Redazione | 2020-06-10 10/06/2020 ore 10:00

“Cari amici, siamo sotto ricatto. Scriviamo questo appello per chiedere aiuto a ciascuno di voi. Ci stanno costringendo ad annullare la stagione estiva de Il cinema in piazza. Il motivo? La lobby dei distributori e delle catene di multiplex sta bloccando le concessioni dei film perché da tre anni vuole costringerci a rendere l’evento a pagamento”. È un attacco frontale quello lanciato questa mattina dai ragazzi del cinema America all’Anica, l’associazione dei distributori cinematografici, presieduta dall’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, sulla loro pagina Facebook.

I ragazzi dell’America, insieme a quelli di altre associazioni di giovani cinefili che in giro per l’Italia organizzano da nord a sud arene gratuite, senza troppi giri di parole, hanno detto che se non smetterà questo ostracismo faranno saltare le rassegne e la colpa sarà esclusivamente di Anica. “I protagonisti di questo attacco – prosegue il post – sono chiari e identificabili: l’Anica, presieduta dall’ex sindaco di Roma ed ex ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, e l’Anec, rispettivamente associazioni di categoria dei distributori e dei gestori di sale. Di oltre 140 film richiesti alle case di distribuzione per programmare le rassegne a San Cosimato, Ostia e Cervelletta abbiamo ricevuto più di 120 risposte negative”.

L’attacco dunque non ha escluso neanche il presidente Francesco Rutelli, ma soprattutto ha assunto toni davvero aspri nei confronti di Luigi Lonigro, rappresentante dei distributori di Anica. “L’anno scorso – si legge nel post -, durante le giornate delle aggressioni, il rappresentante dei distributori Anica Luigi Lonigro ci disse che avrebbe voluto aiutarci ma che gli americani (major) non volevano darci i loro film. Allora scrivemmo alle agenzie di distribuzione all’estero, controllando la validità dei loro contratti sul territorio italiano e ottenendo in pochissimi giorni le autorizzazioni per gli stessi film bloccati in Italia. Pochi giorni dopo Lonigro si presentò a San Cosimato a dare la sua solidarietà ai nostri microfoni, mentre in parallelo arrivarono alcune lettere da Londra con l’ordine di annullare tutte le proiezioni di Fox e Warner Bros, con scritto nero su bianco che ‘secondo le direttive dell’Anica (il famoso Lonigro) non le avrebbero potute autorizzare’. Ma i contratti erano stati perfezionati, avevamo pagato e perciò abbiamo proiettato e visto tutti assieme Guerre Stellari. A proposito di Lonigro: oltre a essere presidente della sezione Distributori di Anica, è il direttore di 01, la casa di distribuzione Rai. A decidere in quali cinema vengono proiettati i film della distribuzione Rai in Puglia e Basilicata è la Class Cinematografica srl, di proprietà al 100 per cento della famiglia Lonigro. Ma non finisce qui: a Bari il Multicinema Galleria programma proprio i film 01 ed è di proprietà al 17 per cento di Luigi Lonigro stesso. Pertanto il pubblico della sala barese, quando vede un film della 01, versa parte del biglietto alla casa di distribuzione diretta da Lonigro, un’altra parte alla famiglia Lonigro e un’altra parte ancora a Lonigro stesso. Avete capito chi dice che facciamo concorrenza sleale?”.

Anica replica: “È diffamazione”

Anica, l’associazione dei distributori cinematografici, replicando ai ragazzi del cinema America, sostiene in una nota di aver “preso visione della caotica e sconclusionata diffusione di vecchie email prive di intestazione, delle disinformazioni e dei resoconti di incontri avvenuti due anni fa che nulla hanno a che vedere con il contesto attuale da parte del presidente del ‘Piccolo America’. In realtà vi si conferma la trasparenza e la corretta condotta di Anica – si legge ancora nella nota -. A parte la diffusione di testi a noi sconosciuti o apocrifi, l’unica evidenza che scaturisce da email private di soggetti da noi non conosciuti indica ‘la grande notizia’ del supporto di Anica all’associazione Piccolo America. Per il resto, si tratta di alcune delle note che hanno portato agli accordi resi pubblici, sia nel 2018, che nel 2019. Per quest’anno 2020 – precisa Anica – non ci sono state richieste di incontri, né confronti, né tanto meno dinieghi di alcun tipo. È un’irresponsabile e incomprensibile campagna di diffamazione in questo momento drammatico per il cinema italiano. Ci stiamo impegnando – conclude Anica – per comprenderne le autentiche ragioni”.

La sezione distributori Anica, precisa ulteriormente in una nota, presa visione degli appunti e vecchie lettere resi pubblici dall’associazione Piccolo America, “ribadisce la piena autonomia delle singole società di distribuzione, sia italiane che internazionali, nella definizione delle strategie commerciali di ogni azienda”. “In particolare il documento dell’ 8 marzo 2019 presentava un quadro generale di riferimento ed un perimetro operativo nel quale muoversi nel caso in cui una singola società di distribuzione avesse deciso di mettere a disposizione i film del proprio listino. Dell’appunto su carta anonima, senza data e senza firma non conosciamo la provenienza non essendo presente nemmeno l’anno di riferimento”, conclude Anica.

E l’associazione Piccolo America pubblica le carte

Il presidente dell’associazione Piccolo America, Valerio Carocci risponde: “Rutelli nega ogni coinvolgimento di Anica, pertanto ci troviamo costretti a pubblicare parte della documentazione in nostro possesso circa gli interventi in Italia della suddetta associazione di categoria già negli anni 2018 e 2019 al fine di bloccare le concessioni dei film nelle arene gratuite”. Allegata infatti alla nota c’è un link che riporta a uno scambio di mail “con un’agenzia di Londra, che riporta esplicitamente di aver ricevuto indicazioni da Anica di non autorizzare le proiezioni”, prosegue Carocci. “Ci sono lettere su carta intestata e risposte da Londra in cui le agenzie italiane ed estere ricevono e dichiarano di aver ricevuto linee guida proprio da Anica. Se Anica e i vertici di Rai Cinema vogliono dissociarsi dal contenuto di questa documentazione ne siamo felici: dichiarino pubblicamente di essere favorevoli alle concessioni dei film per le arene gratuite in tutta Italia, fatta eccezione per i film della stagione corrente. Specifichiamo pubblicamente inoltre che i film sono stati richiesti direttamente a Rai tramite 01, nonché anche tramite agenzia”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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