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Transgender al Festival di Venezia

The Danish girl quando la storia si ripete anche oggi

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di Redazione | 2016-11-26 6/09/2015 ore 21:16
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:54)

Quando l’amore è vero riesce a superare anche il genere sessuale. Anzi aiuta a far emergere senza giudizio la natura e le inclinazioni di chi si ama.

 

E’ questo il senso di “The Danish Girl”, film in concorso alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia per la regia di Tom Hooper, protagonista il bravissimo Eddie Redmayne (già notato nel ruolo dello scienziato  Stephen Hawking “La teoria del tutto”) che interpreta il primo transgender della storia, la danese Lili Elbe vissuta tra il 1882 e il 1931 e sepolta a Dresda. Nato uomo come Einar Weneger, sposato con Gerda, nel 1930 divenne Lili Elbe diventando una delle prime persone al mondo a sperimentare la riassegnazione di genere con interventi chirurgici. Straordinaria nel ruolo della moglie Gerda anche Alicia Vikander.

Accolto alla proiezione per la stampa  e in conferenza con un lungo applauso, “The Danish Girl” è un film che appassiona fin dalle prime immagini, soprattutto per la riscostruzione storica e per l’abilità di Redmayne di calarsi nel ruolo di qualcuno a disagio nel proprio corpo sempre con una grande delicatezza. Presenti in conferenza stampa oltre a Redmayne, anche Vikander, il regista Tom Hooper, Matthias Schoenhaert e Amber Heard.

Redmayne che ha voluto precisare che genere e sessualità sono due cose distinte, ha anche spiegato di avere avuto contatti con la comunità trans a Copenhagen, a Londra e a Parigi e di avere parlato con persone di generazioni diverse.” Ho trovato in loro una grandissima gentilezza e disponibilità a raccontarmi la loro esperienza, mi hanno permesso di fare qualsiasi domanda. Recitare il ruolo di Lili per me è un sogno che si realizza, una grande fortuna”.

Del resto il film è pervaso da gentilezza e altruismo e dalla percezione che l’arte può dare di ogni nobile sentimento: dalla coraggiosa decisione di Lili fino all’abnegazione consapevole e piena d’amore di Gerda, i due erano entrambi artisti e Gerda ha sempre ritratto prima Eiran e poi Lili.

 

“Credo che la bellezza ci possa salvare – ha sottolineato il regista Hooper – e l’arte rappresenta la ricerca a vari livelli. Ebbene sì l’arte puo’ salvare il mondo. Ed e’ proprio l’amore per l’arte, condiviso con la sua compagna, che farà sì che Eiran possa finalmente vivere come Lili”. (a.b.)

 

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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