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Sangue del mio sangue, Bellocchio a Venezia

terzo film italiano in concorso e gia da oggi in sala

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di Redazione | 2016-11-26 9/09/2015 ore 13:47
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:54)

“Sangue del mio sangue” di Marco Bellocchio, terzo film italiano in concorso alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia, e già da oggi in sala, non lascia indifferenti. Il regista de “I pugni in tasca” gioca sui registri della critica al sistema sul filo della metafora simbolica. Ed ecco comparire nella Bobbio da lui tanto amata, il “vampirismo” dell’Italia di provincia, il trionfo della bellezza libera che non scende a compromessi, che non può essere imprigionata e non si fa imprigionare. La vicenda si situa nel Seicento, protagonista Benedetta (Lidya Liberman) una monaca murata viva per avere amato un sacerdote, Don Fabrizio e avere poi stregato anche il di lui fratello gemello, Federico Mai, interpretato sempre da Pier Giorgio Bellocchio. Nel presente il conte Basta, un estenuato vampiro interpretato da Roberto Herlitzka, vive nel luogo dove si consumò la vicenda della religiosa punita. Federico torna sotto le mentite spoglie di un falso funzionario della Regione Emilia-Romagna che vuole vendere le prigioni del convento a un milionario russo. Applaudito in sala e in conferenza stampa la genesi del film è stata raccontata dal regista e dal suo cast d’eccezione dove spicca proprio Herlitzka. “Mi avevano segnalato, sei anni fa, queste prigioni abbandonate vicino a Bobbio – ha spiegato Bellocchio – e mi è sembrato un luogo adatto per ambientare l’ultima parte della vita della Monaca di Monza che fu murata viva. A questo ho aggiunto l’arrivo del vecchio cardinale (interpretato dal fratello di Bellocchio, Alberto) che decide di ridarle la libertà. Poi ho voluto raccontare perché la monaca fosse stata murata. Il presente, poi, è l’allusione al vampirismo paesano apologia dell’Italia di oggi”.La monaca Benedetta è una figura simbolica, non vuole parlare, non vuole rispondere, rimane chiusa in un mutismo altero e lontano dalle meschinità del clero. “Benedetta – ha continuato Bellocchio – resiste nel tempo per difendere la propria libertà e il desiderio di essere se stessa”. (a.b.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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