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Da Mainetti a Cupellini, qualità italiana alla Festa di Roma

Cinema: tra i 4 film italiani alla kermesse anche Rubini e Amelio

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di Redazione | 2016-11-26 1/10/2015 ore 14:34
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:57)

Quando il direttore artistico Antonio Monda per descrivere la nuova edizione della Festa di Roma ha parlato di qualità e bellezza, sapeva bene a cosa si riferiva. Il talento e la passione per il Cinema, con la “C” maiuscola, sarà presente in ogni pellicola dell’attesissima kermesse (all’Auditorium Parco della Musica dal 16 al 24 ottobre) e i 4 film italiani presenti nella selezione ufficiale lo dimostrano: da Claudio Cupellini con Alaska a Sergio Rubini con Dobbiamo parlare, dall’esordiente Gabriele Mainetti con Lo chiamavano jeeg robot a Gianni Amelio con il documentario realizzato insieme a Cecilia Pagliarani Registro di classe – parte prima 1900-1960, la festa romana del cinema si colora di profonde emozioni. Cupellini porta Alaska, con Elio Germano, storia di Fausto e Nadine, apolidi senza radici che si incontrano per caso su un tetto di Parigi. La pellicola è l’opera terza del regista che dopo l’esordio commerciale e fortunato di Lezioni di cioccolato aveva puntato subito più in alto con Una vita tranquilla. Poi c’è Dobbiamo Parlare di Rubini, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e lo stesso Sergio Rubini (che gioca sull’incipit più temuto nei discorsi di ogni coppia) e Registro di Classe, film d’archivio di Amelio che racconta la scuola dell’obbligo dei primi sessant’anni del 900 tra grandi aspettative e profonde delusioni. Infine il film di Mainetti, dal titolo evocativo Lo chiamavano Jeeg Robot: la pellicola, con Claudio Santamaria e Luca Marinelli, ruota intorno ad un giovane delinquente che si ritrova dotato di una forza sovraumana da ‘supereroe’. Il regista, classe ’76, può essere considerato un esordiente con esperienza: attore, regista, compositore e produttore, con il suo ultimo cortometraggio, Tiger Boy (2012), ha ottenuto diversi riconoscimenti in Italia e all’estero. Tra questi il premio come Miglior cortometraggio ottenuto al Flickerfest in Australia nel 2013 e il Nastro d’Argento vinto nel 2013 in Italia. Tiger Boy ha inoltre trovato posto nella shortlist, assieme ad altri 9 progetti concorrenti, per la Nomination all’Oscar – categoria “live action short” – dell’86a edizione degli Academy Awards. Perché proprio un supereroe italiano? “Perché se è vero che, guardandoci indietro, non scorgiamo uno storico fumettistico in cui personaggi mascherati si sfidano a suon di super poteri per decidere il destino del mondo, è altrettanto vero che, a queste storie, non siamo insensibili”, rivela Mainetti spiegando come i personaggi ricchi di fragilità porteranno per mano lo spettatore in un film che, lentamente, “si snoda in una favola urbana fatta di superpoteri”. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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