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Lo chiamavano Jeeg Robot, l’originalità del supereroe di Mainetti

Conferenza stampa del suo primo film con Claudio Santamaria

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di Redazione | 2016-11-26 5/02/2016 ore 18:14
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:13)

Lo chiamavano Jeeg Robot arriva in sala il prossimo 25 febbraio, ma è stato presentato oggi alla stampa (dopo il passaggio alla Festa del Cinema di Roma dello scorso ottobre). Il primo film diretto da Gabriele Mainetti (che l’ha anche prodotto con la sua Goon Films) racconta la storia di un antieroe, Enzo Ceccotti. Enzo è un delinquente ombroso, introverso e chiuso in se stesso interpretato da Claudio Santamaria, la sua vita cambia dopo che viene a contatto con una sostanza radioattiva nascosta nelle acque del Tevere.

La direttrice di Ciak!, Piera Detassis, moderatrice della conferenza stampa, ha sottolineato l’originalità di Lo chiamavano Jeeg Robot, un film dedicato a un supereroe che nasce come un antieroe” e che alla fine del film indossa un maschera fatta all’uncinetto. Un film girato a Roma e ambientato nella periferia di Tor Bella Monaca, dove Enzo, il suo protagonista, ha vissuto tutta la sua vita. Il Jeeg di Mainetti è diverso dai supereroi americani: “Viene da una realtà diversa, vive in un modo diverso, abbiamo provato a rendere i personaggi più reali possibili”, ha sottolineato il regista Gabriele Mainetti.

Ecco che Enzo è l’attore romano Claudio Santamaria, Luca Marinelli è il cattivo “lo Zingaro” e il personaggio femminile, Alessia, appassionato di Jeeg Robot ha il volto dell’ex gieffina Ilenia Pastorelli. Nella Casa era nota e amata per la sua ironia ed è così che l’ha notata lo sceneggiatore Nicola Guaglione. Enzo è un supereroe che usa il suo potere per fare rapine, il cattivo, lo Zingaro, si diletta a cantare hit degli anni ’80 interpretate da cantanti femminili, una su tutte Non sono una signora. “È un coatto, ambiguo, imprevedibile e originale”, come ha sottolineato Mainetti.

L’originalità del film è stata sottolineata anche da Andrea Occhipinti, che distribuisce il film con la sua Lucky Red, e dal co-produttore Rai Cinema. Occhipinti ha sottolineato che ha capito dell’originalità del film sin dal primo incontro con Mainetti: “C’è molto talento in questo film, non era facile. Gabriele mi ha raccontato il progetto del film: costi, sceneggiature, la Roma criminale, il personaggio del supereroe, la storia d’amore e io gli ho detto: sono curioso di vederlo, se riesci a farlo. Alla Festa del Cinema di Roma, l’impatto è stato forte. La gente è stata coinvolta dalla storia, questo film è una boccata d’aria nel cinema italiano”.

Una dei protagonisti del film è Roma, ma il regista ha sottolineato che con Lo chiamavano Jeeg Robot non ha voluto fare una critica alla Capitale: “Assolutamente, non ho voluto fare nessuna critica. Ci serviva una città, una metropoli per parlare di un supereroe”. Lo sceneggiatore Manetti ha poi aggiunto: “È un film di puro intrattenimento. Non sapevo che fosse un film di genere”.

Pur non volendo, il primo film di Mainetti appare comunque come il precursore di un nuovo genere di film italiano, frutto anche di una contaminazione di generi sottolineata dallo stesso regista. “Abbiamo usato cose vere non finte. Il Grande Raccordo Anulare, pr noi era importante fare un film che potesse andare anche altrove”, ha chiarito Mainetti.

Lo chiamavano Jeeg Robot vi aspetta in sala dal 25 febbraio. In settimana su Radio Colonna potete leggere la recensione del film e le dichiarazioni dei protagonisti Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli.

c.l.

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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