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Lo chiamavano Jeeg Robot, il film spiegato dal regista e il cast

Gabriele Mainetti, Claudio Santamaria, Luca Marinelli parlano del lungometraggio

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di Redazione | 2016-11-26 24/02/2016 ore 16:58
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 21:29)

Lo chiamavano Jeeg Robot arriva in sala domani 25 febbraio, il primo film di Gabriele Mainetti ha stregato già il pubblico della Festa del Cinema di Roma e su RadioColonna ve ne abbiamo parlato al momento della conferenza stampa di presentazione. Al di là della recensione del film, vogliamo presentarvi Lo Chiamavano Jeeg Robot nelle parole del regista e dei personaggi del film.

“Siamo la generazione cresciuta con Bim Bum Bam che ci faceva da balia, siamo andati a pescare quello che ci emozionava”, ha sottolineato il regista Gabriele Mainetti. Già autore del cortometraggio Basette liberamente ispirato a Lupin III e del corto Tiger Boy che s’ispira all’Uomo Tigre. Cortometraggi in cui gli eroi sono raffigurati seguendo “una dimensione semplice, il costume non è raffinato, un cinema diverso rispetto a quello americano. Enzo diventa un vero supereroe nell’ultima inquadratura”. Citando lo zoo di vetro di Blanche Dubois, la protagonista di Un tram chiamato desiderio, Mainetti sottolinea che i personaggi di Lo chiamavano Jeeg Robot sono “i più reali possibili”, come per esempio il cattivo “lo Zingaro ha il bisogno di mettersi in mostra, un bisogno di tutti”. Il regista è alla sua prima opera e del film ha firmato anche la colonna sonora ed è anche prodotto dalla sua Goon Films.

Luca Marinelli interpreta lo Zingaro, un boss di periferia con velleità artistiche per entrare nel personaggio, l’attore ha attraversato un “percorso lunghissimo, ci siamo convinti a vicenda, in primis perché non mi sentivo così cattivo e lui non credeva fossi così matto. Io mi divertivo e lui mi faceva rimanere con i piedi per terra”. Anche se l’ispirazione è arrivata da Hannibal Lecter, Mainetti ha sottolineato che la passione per le cantanti di musica pop degli anni ’80 rendono lo Zingaro “molto più interessante, imprevedibile e originale”. Mentre Claudio Santamaria è ingrassato 20 chili per questo ruolo e si è ispirato all’Orso di Jean Jacques Annaud. Per Santamaria Enzo è un “coatto, il suo modo di percepire il mondo aspettando il suo giorno, sopravvive facendo piccoli furti. Mangia budini alla vaniglia, si masturba e guarda film porno, ma di lui colpisce l’umanità e la fragilità”.

Enzo cambia quando conosce Alessia, interpretata dalla ex gieffina Ilenia Pastorelli scelta dagli sceneggiatori Nicola Guaglianone e Menotti. Quest’ultimo l’aveva notata al Grande Fratello 13, anche se il regista non voleva una ex protagonista di un reality show come attrice si è dovuto ricredere perché Ilenia era perfetta per il ruolo di Alessia. Ilenia Pastorelli ha fatto sorridere tutti raccontando il suo provino e come sia riuscita a farsi venire le lacrime agli occhi pensando… al mutuo. “Pensavo di non avere la parte, di non riuscire a piangere al provino, poi mia madre mi ha fatto cambiare idea: mi ha detto Ilenia, pensa al mutuo e così ho fatto. Dal metodo Stanilawsky al metodo mutuo”, scherza Ilenia Pastorelli.

Già a partire dal titolo Lo chiamavano Jeeg Robot, come è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa, è un nuovo genere di film la prima parte del titolo si rifà ai mitici lungometraggi con Terence Hill e Bud Spencer, mentre la seconda strizza un occhio agli anime giapponesi e alla generazione Bim Bum Bam, come vi abbiamo scritto nella nostra recensione, loro saranno i fan numero uno del film. Lo chiamavano Jeeg Robot, inoltre, avrà anche una versione a fumetto, già in edicola con la Gazzetta dello Sport dal 20 febbraio. “Un vero ipertesto”, secondo il regista. 

c.la.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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