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Lo chiamavano Jeeg Robot, il nuovo cinema italiano in sala

Dal 25 febbraio al cinema il film di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria

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di Redazione | 2016-11-26 24/02/2016 ore 13:53
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 21:30)

Corri ragazzo laggiù, vola tra lampi di blu/ Corri in aiuto di tutta la gente dell’umanità”, inizia così la mitica sigla di Jeeg Robot d’acciaio, l’anime a cui s’ispira Lo chiamavano Jeeg Robot, il primo lungometraggio di Gabriele Mainetti dedicato a un supereroe totalmente diverso dagli altri firmati Marvel o DC Comics. Claudio Santamaria è Enzo Ciccotti, un ragazzo che ha vissuto tutta la sua vita a Tor Bella Monaca, periferia della Capitale. Una vita fatta di espedienti, piccoli furti e passata (in gran parte) a mangiare yogurt alla vaniglia e a guardare porno. La sua vita cambia radicalmente, come spesso è accaduto ai supereroi creati da Marvel e DC Comics, quando viene a contatto con una sostanza radioattiva nascosta nel Tevere. Da allora, Enzo ha una forza sovrannaturale che usa per continuare a fare furti. Presto diventa un fenomeno del Web e viene ritratto dagli artisti di strada a Roma.

Come ogni film dei supereroi che si rispetti anche Lo chiamavano Jeeg Robot ha il suo cattivo e la sua eroina femminile. Il cattivo è interpretato magistralmente da Luca Marinelli: lo “Zingaro” è un piccolo boss che ha il suo quartier generale dentro un canile e ha un passato da comparsa televisiva a Buona Domenica come ama sottolineare. Il suo passato televisivo lo porta a esibirsi in canzoni del repertorio femminile degli anni ’80: Nada, Loredana Bertè e Anna Oxa per non dimenticare che forse è diventato perfido perché le sue ispirazioni artistiche non sono andate a buon fine. L’eroina femminile è, invece, appassionata di Jeeg Robot ed è la figlia di uno dei membri della gang dello Zingaro. Alessia è interpretata dall’ex gieffina Ilenia Pastorelli, perfetta in questo ruolo e una delle scommesse del film: la ragazza, vittima da abusi, vive in un mondo tutto suo completamente ispirato all’anime di Go Nagai. L’incontro fra Enzo e Alessia cambierà le carte in tavola del nostro burbero supereroe, interpretato da Claudio Santamaria.

Sono tanti gli elementi che rendono Lo chiamavano Jeeg Robot un film imperdibile: il primo lungometraggio firmato da Gabriele Mainetti dimostra che i film dei supereroi si possono fare anche in Italia e che Tor Bella Monaca può essere la nostra “Gotham”, poco importa se i nostri supereroi hanno la maschera fatta all’uncinetto. Il secondo è che con Lo chiamavano Jeeg Robot si apre una nuova fase del cinema italiano: un cinema diverso, un nuovo modo di raccontare le storie della nostra periferia, di ridere, di divertirsi. Lo chiamavano Jeeg Robot deve moltissimo agli anni ’80, grazie al manga e all’anime del titolo e anche alle canzoni dello Zingaro e sarà amatissimo dagli spettatori di questa generazione e non solo perché Lo chiamavano Jeeg Robot porta la più classica boccata d’aria fresca al cinema italiano.

La sigla di Jeeg Robot d’acciaio a cappella cantata da Claudio Santamaria:

https://www.youtube.com/watch?v=VGMJ2vjoBXs

c.la.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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