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Race, Stephan James racconta il film su Jesse Owens. I video

In sala il 31 marzo. Alla conferenza anche Fiona May e quattro atleti azzurri

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di Redazione | 2016-11-26 21/03/2016 ore 19:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 21:32)

Race racconta la storia di Jesse Owens, la straordinaria impresa dell’atleta di colore che vinse quattro ori a Berlino 1936, le Olimpiadi che avrebbero dovuto mostrare al mondo la grandezza del nazismo. Per presentare il film è stato scelta la cornice perfetta: la Sala d’Onori del Coni che accoglie e dà l’in bocca al lupo degli atleti olimpici italiani. Fra i presenti il protagonista, Stephan James, l’ex atleta olimpica, Fiona May, e il vicepresidente Fidal, Vincenzo Parrinello, il giornalista di Sky, Federico Buffa e quattro giovani atleti italiani: Eseosa “Fausto” Desalu (Fiamme Gialle), Audrey Alloh (Fiamme Azzurre), Benedicta Chigbolu (Esercito) e Simone Forte (Fiamme Gialle).

Race, in sala al 31 marzo, racconta l’impresa di Jesse Owens, a interpretarlo l’attore canadese Stephan James, già visto in Selma: “Per me Jesse Owens non è solo un eroe americano, un eroe di colore, è un eroe mondiale. Per me è una fonte d’ispirazione, non solo come atleta, ma come essere umano. Entrare nei suoi panni (nelle sue scarpe), è stata una grandissima esperienza”. Un ruolo che equipara a quello di Selma: “Lì interpretato il pianista John Lewis, un uomo che comunque si è ispirato alle gesta di Jesse Owens”.

Alla conferenza anche Fiona May, medaglia d’argento ad Atlanta 1996 e Sydney 2000 e storica atleta italiana di salto in lungo, una delle discipline che valse l’oro a Owens nel 1936: “Jesse Owens è un’icona, è stato un atleta molto molto forte, ma è anche una storia di coraggio, la storia di un sogno, la storia di un atleta”. La storia è anche legata alle Olimpiadi del 1936 che dovevano essere all’insegna della razza ariana: “Lui è un padre, un figlio, un uomo completo, è molto sensibile, lui con la sua testa, il suo cuore, è un messaggio che arriva dal 1936 a oggi, non solo d’integrazione. Bisogna dare delle speranze ai giovani di fare sport, come si è visto nel film la medaglia di Luz Long, che l’aiuta a qualificarsi e gli chiede di fare l’ultimo salto, con cui Owens sigla il record del mondo. La loro sarà un’amicizia lunghissima”, ha detto l’atleta medaglia d’argento ad Atlanta 1996 proprio nel salto il lungo.

La lunghezza che Jesse Owens ha saltato 80 anni fa a Berlino sarebbe valsa un sesto posto alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, come ha sottolineato Federico Buffa, storica e amatissima voce di Sky che su Jesse Owens ha anche realizzato un’opera teatrale Le Olimpiadi del 1936: “È stata l’Olimpiade più grande di tutti i tempi, un paradigma di quello che verrà dopo. A ogni oro, veniva dato in premio una quercia, da piantare nella propria città, ho visto tutte queste querce grazie ai nipoti, ai parenti dei medagliati italiani”. Buffa ha prestato la sua voce al telecronista che narra le imprese di Owens a Berlino 1936. I quattro ori ottenuti a Berlino non cambiarono molto la vita di Jesse Owens al suo ritorno a casa: “Erano degli Stati Uniti fortemente razzisti, erano permeati di razzismo, solo vent’anni prima era stata abolita la schiavitù, per lui la situazione era difficile, pesante”, ha sottolineato l’attore canadese che presta il volto a Owens “Non siamo nelle stesse situazioni, ma bisogna ancora protestare contro ogni forma di discriminazione, come per esempio quella vista nell’ultima cerimonia degli Oscar”, ha sottolineato l’attore riferendosi alla protesta lanciata da alcuni attori perché nessuno fra i nominati era di colore. Race, il titolo del film, vuol dire sia razza che gara in inglese, come ha sottolineato anche il moderatore Federico Pontiggia. Il film, diretto dal regista di origine giamaicana Stephen Hopkins, presenta numerose star di colore in controtendenza con le ultime produzioni di Hollywood.

Anche Fiona May ha parlato di razzismo, l’atleta naturalizzata italiana: “Ci sono due e tre sport, oltre il calcio che sono famosi per episodi di razzismo. Dobbiamo rispettare di più il prossimo, hanno gli stessi obiettivi, delusioni, sogni, non è solo un problema di razzismo. Non c’è la possibilità di fare sport in molte città, ci sono talmente tanti altri problemi. Anche se resta una questione di rispetto”, ha risposto. In sala anche alcuni azzurri dell’atletica leggera, fra di loro Eseosa “Fausto” Desalu che come Jesse Owens corre i 200 metri: “Ho imparato la sua storia nel libro di storia delle superiori, ma non mi sono mai misurato rispetto alle sue imprese”. Fausto era in compagnia della velocista Audrey Alloh, velocista, la 400metrista Benedicta Chigbolu e Simone Forte, specialità salto in lungo. Il vice presidente della Fidal,  Vincenzo Parrinello, ha inoltre ricordato Pietro Mennea, il velocista oro a Mosca 1980 e recordman dei 200, scomparso tre anni fa. In conferenza si è anche ricordato il successo di Gianmarco Tamberi, campione mondiale di salto in alto indoor, e ironicamente il poster di Race riprende in parte l’halfshave, la faccia mezza rasata che è un marchio di fabbrica del campione marchigiano.

Race s’ispira alla vera storia di Jesse Owens, come è stato sottolineato anche da Buffa: “Anche se il film non si sofferma sui momenti più difficili della vita di Jesse dopo la vittoria del 1936, Marlene Owens, la figlia ha partecipato alla stesura del film e ha da sempre confermato che fu il presidente Roosevelt a non volere mai congratulararsi con Owens e si dovranno aspettare 40 anni prima che uno dei campioni più grandi di sempre ottenga il riconoscimento che meritava”. Nel film Jesse è “amico” di due “bianchi”, il suo fido allenatore Larry Snyder, interpretato da Jason Sudeikis, e di Luz Long, quella che sarebbe dovuta essere la stella dei giochi tedeschi, il saltatore in lungo a cui Jesse soffiò l’oro e con il quale strinse un’amicizia che durò fino alla morte di Long, avvenuta in Sicilia durante la seconda guerra mondiale nel luglio del 1943. “L’amicizia nello sport esiste”, ha sottolineato Fiona May “io sono ancora molto amica di Heike Drechsler”, sua storia rivale in pista.

Race vi aspetta in sala il 31 marzo, distribuito da Eagle Pictures.

Ecco una serie di dichiarazioni dei protagonisti:

Stephan James spiega perché ha interpretato Jesse Owens
https://youtu.be/3Ov6zgaDDyM

Fiona May parla dell’importanza di Jesse Owens
https://youtu.be/fbshgdET90o

Stephan James parla dell’impresa di Jesse e del razzismo
https://youtu.be/tui9A4nByzc

Fiona May parla del razzismo
https://youtu.be/st_-xOZMi0U

Stephan James parla delle somiglianze fra Creed e Race
https://youtu.be/rO4ww0f9PTc

Stephan James parla di come si è preparato per questo ruolo
https://youtu.be/7N_1FroMltI

Il vicepresidente Fidal su Mennea e Owens
https://youtu.be/yLE4HbG6BSw?

TUTTI I VIDEO DI RACEhttps://www.youtube.com/playlist?list=PLh-75YwpBwf3tU7xwplS6vxTE6F-PdxyJ

 

c.la. 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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