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Venezia 73, la terza giornata del Festival

Da Animali Notturni a El Cristo Ciego. Presentati: The Bleeder, Tarde de la ira

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di Chiara Laganà | 2017-07-24 2/09/2016 ore 17:58
(ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2017 alle ore 14:39)

La terza giornata di Venezia 73 è iniziata con l’esordio alla regia di Raúl Arévalo, attore spagnolo che ha presentato in Orizzonti il suo Tarde para la ira, nella stessa sezione è stato presentato Die Einsiedler, Gli Eremiti, di Ronny Trocker. In Concorso sono stati presentati El Cristo Ciego di Christopher Murray e Animali Notturni di Tom Ford con le star del film Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Aaron Taylor-Johnson. Fuori Concorso sono stati presentati: American Anarchist, diretto da Charles Sickel, The Bleeder, diretto dal canadese Philippe Falardeau. Nelle altre sezioni: in Cinema nel Giardino è stato presentato il documentario dedicato a Franca Sozzani, firmato dal figlio Francesco Carrozzini: Franca: Chaos and Creation, mentre nella Venezia Classici Zombie con Dario Argento e Nicolas Winding Refn a presentare il film.

Tarde de la ira
Iniziamo con la prima conferenza stampa, quella di Tarde para la ira, diretto da Raúl Arévalo: uno degli attori più noti e migliori del cinema spagnolo alla prima prova di regia. Il film racconta di una rapina finita male per uno dei malfattori: Curro è l’unico a finire in galera, otto anni dopo la sua fidanzata e il loro figlio lo aspettano. José è un uomo chiuso e inizia a frequentare il bar di Ana, qui sembra donare una nuova speranza alla donna. Thriller interpretato da Antonio de la Torre e Luis Vallejo, entrambi presenti in conferenza stampa. L’attore spagnolo ha parlato di cosa vuole dire passare dall’altra parte della telecamera: “Per il mio passaggio alla regia gli ultimi 12 anni sono stati fondamentali, ho lavorato con i migliori registi spagnoli”, ha spiegato Arévalo. Un progetto sul quale lavorava già otto anni fa, Luis Callejo ha raccontato che i due si erano incontrati su un set e gli aveva preannunciato che stava lavorando a una sceneggiatura e avrebbe pensato per lui uno dei ruoli da protagonista. Quanto a de la Torre si è sbilanciato e ha detto: “È stato il miglior lavoro della mia vita”. Arévalo ha ripreso nel suo film luoghi e posti a lui noti: la famiglia possedeva un bar, ha passato molte ore sulle strade della Castilla e gli ospiti del bar parlano e si esprimono come i suoi parenti. L’esordio alla regia di Arévalo sarà distribuito in Italia, è co-prodotto da Palomar. 

American Anarchist
American Anarchist racconta, invece, in documentario il libro vietatissimo The Anarchic Cookbook, un libro di ricette per il perfetto anarchico (come realizzare LSD o bombe in casa), il regista Charles Sickel ha intervistato l’autore del libro William Powell. Libro che ha poi rinnegato, ed è questo che si è chiesto Charles Sickel perché “Will ha preso le distanze da questo libro”. Un interessante documentario per capire meglio la nostra epoca o gli anni ’70.

Dawn of the Dead/Zombie
Sarà proiettato oggi a mezzanotte, Dawn of the Dead/Zombie, film capostipite dell’horror che ha visto la collaborazione dei due mostri sacri del genere: George Romero e Dario Argento, presentati dal re del brivido e da Nicolas Winding Refn, regista di culto con Drive. Per Refn, il film di Romero e Argento “è uno dei migliori del cinema contemporaneo”. Per Argento è stato un “manifesto politico”: “L’attacco al centro commerciale è un atto simbolico, completa la distruzione degli Zombie, queste creature spietate e senza morale e onore, Zombie profetici che George ha inventato e si ritrovano oggi in molti posti del mondo come per esempio i terroristi, i malfattori, è stato un film profetico”. Un film e un cinema “pericolosi”, e secondo i due registi non si fanno più film pericolosi. Dawn of the Dead/Zombie “è un film che ha segnato un’epoca. Al cinema si va per pensare”, ha sottolineato Argento.

Gli Eremiti/Die Einsiedler
Die Einsiedler diretto dal regista di Bolzano è un titolo della sezione Orizzonti, è un film ambientato negli isolatissimi masi, dove anche la madre del regista ha vissuto ed è girato in Val Venosta. Gli attori austriaci hanno dovuto imparare i dialetti altoatesini per calarsi al meglio nella parte.

Franca: Chaos and Creation
Franca Sozzani secondo suo figlio Francesco Corazzini, un documentario racconta il direttore di Vogue Italia, ma soprattutto un racconto intimo della madre Franca. “Non volevamo che fare un documentario, fare qualcosa che fosse bello per noi”, ha detto Franca Sozzani. Quanto al figlio, regista, fotografo e videomaker ha raccontato come è stato dirigere e parlare di sua madre: “Si scoprono molte cose facendo film del genere, le ho fatto delle domande che non le avrei mai chiesto. Adesso ho molto più rispetto e amore per mia madre in quanto persona”. Prodotto da Amy Berg e Daniele Di Lorenzo, il documentario dovrebbe uscire in Italia a marzo. “Questo film è una lettera d’amore a mia madre”, ha spiegato Francesco Corazzini.

Animali Notturni
Torno dopo sei anni a Venezia Tom Ford, dopo aver stregato tutti con A Single Man, eccolo con un’altra straordinaria storia tratta dal libro Tony e Susan di Austin Wright. A interpretare Tony Jake Gyllenhaal, Susan ha il volto di Amy Adams, al secondo film in concorso a Venezia 73 dopo Arrival, mentre Aaron Taylor-Johnson interpreta un personaggio oscuro che minaccia la famiglia di Tony. Susan è una gallerista e i quadri del film sono stati realizzati apposta per Animali Notturni: “Volevo fare un film sull’arte e sulle donne”, ha sottolineato Tom Ford. A convincere Jake Gyllenhaal a prendere il ruolo la carta della sceneggiatura: “Era rossa, di una nuance di rosso, leggere il copione mi ha cambiato interamente. E ho visto una specifica nuance in questo film, qualcosa di personale per me”. Amy Adams, invece, ha accettato il ruolo perché “è una storia molto personale, volevo essere portata su questo viaggio e partecipare a questo progetto. Volevo essere parte di quest’avventura”.
Quanto al personaggio di Aaron Taylor-Johnson definito spaventoso da Tom Ford, il regista ha pensato proprio lui per incarnarlo: “Non è stato facile, non sapevo cosa fare e poi con Tom abbiamo pensato ai serial killer Ted Bundy e Jeffrey Dahmer per inquadrare il personaggio”. Il personaggio di Tony è stato definito debole e sensibile: “Non so nulla sulla sensibilità”, scherza l’attore, “Mi sono chiesto come mi sarei comportato io e mi sono detto che spesso far uscire un po’ di rabbia, vuol dire che stai lottando per quell’amore”.

El Cristo Ciego
Christopher Murray torna a Venezia con un film dedicato alla fede. El Cristo Ciego racconta di Michael, un giovane ragazzo che è convinto di aver avuto una visione mistica e una rivelazione divina, tutti lo credono un folle, ma quando un amico è coinvolto in un incidente, Michael parte per un lungo pellegrinaggio. Un film sulla fede del regista cileno: “La fede è importante, volevo andare dietro questa cosa”. El Cristo Ciego è in concorso.

The Bleeder
Ultima conferenza stampa per The Bleeder, un altro dei titoli imperdibili di questo Festival. Fuori Concorso regia di Philippe Falardeau, che aveva diretto Monsieur Lazhar, The Bleeder racconta la storia del pugile Chuck Wepner, l’azzuffatore di Bayonne, il pugile che ispirò Sylvester Stallone per il suo Rocky Balboa. A interpretare Chuck Liev Schreiber, mentre Naomi Watts, dà il volto a Linda, la terza moglie del pugile. Elisabeth Moss, assente a Venezia, è Phyllis la seconda moglie. “Sylvester Stallone è stato un amico del film” ha raccontato Liev Schreiber in conferenza stampa. L’appassionato di boxe Schreiber ha deciso di prendere parte a The Bleeder nonostante la sua avversione per i biopic, mentre sua moglie Naomi Watts, interpreta nel film la terza moglie del pugile, Linda: “Un personaggio molto diverso da me. Ci siamo viste, l’ho studiata, registrata, come si muove, ed è uno spirito gioviale. Mi sono divertita a interpretarla, è una storia ricca di poesia”. Schreiber voleva lavorare con il regista di Monsieur Lazhar, “un film commuovente, delicato, umano”, ha detto l’attore, “Poi ho visto Philippe ballare… e non ho avuto dubbi”.

Il regista quebecois ha raccontato che non voleva che le scene di boxe paressero finte, Liev Schreiber è stato d’accordo con lui e per gli incontri non ha usato una controfigura: “Si è presto 100 pugni”. Quanto al vero Chuck Wepner, quanto gli hanno mostrato il film è scoppiato a piangere.

Quanto ai Red Carpet, oggi molti film protagonisti saranno presentati domani, è inutile a dirlo, c’è grande attesa per The Young Pope, la serie TV firmata da Paolo Sorrentino interamente girata a Roma. Fra gli altri titoli citiamo Frantz (qui trovate il trailer italiano), Safari, Home. 

c.la.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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