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Venezia 73, la sesta giornata del Festival. Presentato Piuma

Anche Maudite Poutine, Inseparabile, Monte e La Región Salvaje

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di Chiara Laganà | 2017-07-24 5/09/2016 ore 17:01
(ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2017 alle ore 14:38)

Sesta giornata del Festival di Venezia 73, oggi è stato presentato in concorso Piuma di Roan Johnson, nella stessa categoria anche La Región Salvaje del messicano Amat Escalante, per la sezione Fuori Concorso sono stati presentati Monte, film italiano del regista iraniano Amir Naderi e One More Time With Feeling di Andrew Dominik. Nella sezione Cinema nel Giardino l’argentino Inseparables, versione argentina di Quasi Amici, diretto da Marcos Carnevale e Dawson City: Frozen Time di Bill Morrison e Maudite Poutine di Karl Lemieux.

Maudite Poutine
Maudite Poutine di Karl Lemieux è stato il primo film presentato oggi a Venezia. Primo film del regista, in passato per lui solo cortometraggi, com’è stato il passaggio dal suo cinema sperimentale a questo: “Quello che è interessante nel cinema sperimentale sono le nuove forme di arte e i nuovi modi di sperimentare con altre forme di arte. Quello che importa qui è il gesto dell’attore. È molto diretto non c’è filtro, volevo concentrarmi sugli attori e i loro gesti”. Uno dei due protagonisti, Martin Dubreil ha raccontato così com’è si è calato nei panni di Michel: “Karl mi ha dato molti documenti per creare una certa atmosfera, l’aspetto musicale del film mi nutrito immagini, musica e Karl voleva anche vederci improvvisare”. Un altro problema che ha riguardato il suo Michel è stata la barba: “Ci eravamo chiesti se tagliarla o no, ma dopo una lunga riflessione, l’abbiamo lasciata”.

Stupisce anche il posto scelto da Lemieux per ambientare il suo film: “Sono attratto dalle città industriali e sono cresciuto in una città simile, dove il rumore delle fabbriche era troppo forte e la musica ci rassicurava. Le città industriali sono molto espressive”. La musica gioca un ruolo importante: “Molta è di una band con cui collaboro, ma ho usato anche artisti underground di Montréal e vari compositori”.

Inseparables
Inseparables è la versione argentina di Quasi Amici, uscito in Francia con il titolo di Intouchables. “All’inizio è stata una sfida fare un reale di un film del genere, ci ho dato la mia impronta e applicare la nostra idiosincrasia argentina lo rende differente, seppure latini, noi siamo spagnoli, italiani, ci tocchiamo di più, ci emozioniamo di più. Lo vedo più come un film argentino e non un remake argentino di uno francese”, spiega il regista Marcos Carnevale. I due protagonisti sono Oscar Martínez, qui anche con El Ciudadano Ilustre, e Rodrigo de la Serna.

“Marcos ha già spiegato in modo globale tutto, abbiamo preso una storia e gli abbiamo dato la nostra anima”, ha spiegato l’attore. Quanto a Rodrigo de la Serna che ricopre il ruolo che fu di Omar Sy nell’originale ha spiegato: “L’affetto che provo per Oscar è stato un surplus”. Il suo personaggio è stato adattato rispetto all’originale, “abbiamo trovato un equivalente: è un ragazzo che viene da Lugano, un quartiere periferico di Buenos Aires”.

Oscar Martínez è a Venezia con due film, non succede spesso di vedere un attore argentino con due film in un Festival del calibro di Venezia: “Arrivando a festival del genere, credo che stiamo generando film di un certo livello, come per esempio l’anno scorso El Clan”, ha spiegato il regista. Il produttore, Luis A. Scalella, ha aggiunto: “La crisi genera creatività”. Il film tocca il tema della disabilità: “Se non fosse disabile non chiederebbe aiuto al peggiore degli assistenti, al meno preparato, ma al migliore per cambiargli la vita”.

Monte
L’iraniano Amir Naderi porta a Venezia il suo primo film italiano, Monte, premiato con lo Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2016. Interpretato dagli italiani Andrea Sartori e Claudia Potenza. Sartoretti ha così definito il maestro iraniano: “La prima volta che ho incontrato Amir mi ha emotivamente travolto, è una bestia carica di umanità. Ti assale con la sua emotività e mi ha conquistata”. Anche Claudia Potenza si è detta “emotivamente scossa. Amir è un visionario randagio, per capire cosa stessimo facendo lo guardavo negli occhi. È un animale, è meravigliosamente randagio. È stata un’esperienza fuori dall’ordinario, fuori rispetto a tutto quello che avevo fatto prima”.

Monte è stato un film magico, è come se tutti stessimo aspettando di farlo”, ha detto il regista. Il fotografo, Roberto Cimatti, ha raccontato: “Mi ha detto, fai attenzione, quando tornerai dai tuoi figli non ti riconosceranno, aveva ragione”. “Una cosa fantastica del cinema è che ci sono tanti cuori che vanno verso la stessa direzione”, ha concluso il regista. Monte sarà in sala il 29 settembre.

La Región Salvaje
Primo film in Concorso, La Región Salvaje è diretto dal messicano Amat Escalante e racconta una storia a metà strada fra realtà e con elementi di un altro mondo. “La realtà ha superato la finzione, e ho trovato risposta altrove e li ho trovato elementi che riguardavano le mie persone”, ha spiegato il regista che per la prima volta si è affidato a un copione.

Un film che ha anche uno sguardo politico, si parla di uomini dominanti, maschilismo e donne forti. Una delle attrici presenti, Simone Bucio, spiega: “Il femminismo nel film gioca un ruolo importante, le donne sono il personaggio primate, non è qualcosa di normale in Messico che ci sia l’autorità femminile così sviluppata”. Il regista non pensa che questo film offenderà qualcuno in Messico: “Le ragioni per farlo sono ben altre”.

Dawson City: Frozen Time
Dawson City: Frozen Time di Bill Morrison racconta di una collezione di 500 film datati 1910-1920 che sono andati persi per anni finché non sono riemersi nel territorio di Yukon. Il film racconta di come queste pellicole siano state ritrovate, catalogate, salvate e alla fine sono diventate parte dell’archivio nazionale. Morrison ha spiegato così il motivo che l’ha spinto: “Ho sempre saputo di quella piscina e ho lasciato il progetto nel mio cassetto per un po’, e poi un mio amico mi ha detto che lavorava all’archivio”. Una storia che riguarda anche la storia dell’oro, visto che la città canadese dov’è ambientato era un punto importante durante la corsa all’oro.

“È un film sulla storia degli Stati Uniti, ci sono varie storie dentro. Dawson City era una istant city, una città nata grazie alla corsa dell’oro, una storia americana in territorio canadese”, ha aggiunto Morrison. Il modo in cui i film sono stati distrutti in questa città era o attraverso il fuoco o gettando le pellicole nell’acqua: “Moltissimi dei film muti hanno fatto questa fine”, ha precisato Morrison.

One More Time With Feeling 3D
One More Time With Feeling è la storia in bianco e nero e in 3D ed è basato sulla nascita dell’album Skeleton Tree di Nick Cave and the Bad Seeds. A realizzarlo il regista australiano Andrew Dominik: “Vengo da Melbourne per me Nick Cave è un monumento, è come Gesù. Quando avevo 20 anni con i miei amici le persone litigavano per via di Nick e delle sue canzoni”, ha spiegato il regista il cui film è Fuori Concorso.

L’album Skeleton Tree è il sedicesimo dell’artista australiano, ma molto importante perché è stato realizzato dall’artista dopo la dolorosa scomparsa del figlio Arthur, 15enne, avvenuta a novembre del 2015. Skeleton Tree uscirà a settembre, e One More Time With Feeling attraversa il percorso creativo del disco, il tutto in 3D. “Mi è sempre piaciuto, anche perché vedevo questo film come un’esperienza teatrale e mi è piaciuto seguire questa storia in 3D”.

Nick Cave ha avuto delle sensazioni miste rispetto al film, in parte legate alla morte di Arthur: “Il film parla di dove sia il confine fra le due cose, di fin dove arrivi il dolore, della tragedia stessa”. Un film che si preannuncia imperdibile e non solo per i fan del cantore australiano…

Piuma
Ultimo film presentato è il secondo italiano in Concorso, il leggero e delicato Piuma di Roan Johnson. La storia di due adolescenti e del loro modo di prendersi la responsabilità quando scoprono di aspettare un bambino. Cercare Ferro e Cate è stata un’esperienza scioccante per il regista: “Dopo 700 provini stavo per cambiare l’età dei due protagonisti, e al 1200esimo è arrivato Luigi Fedele, Ferro, ci ha conquistato”.

Piuma, ci tiene a dirlo, “è diverso dalla commedia, ho usato molti piani sequenza, e la sua naturalezza deriva da come hanno girato gli attori”. Parte del merito va ai giovanissimi: Luigi Fedele e Blu Yoshimi. Due adolescenti che si amano senza mai dirsi ti amo: “Credo che più che una scelta sia stata naturale in scrittura, io non credo che la gente dica sempre ti amo. Piuma è una storia d’amore fuori dagli stereotipi, una relazione fra fidanzati, bene trovo che quando Ferro dica a Cate sto al tuo fianco sia come dirle ti amo”, ha spiegato il regista.

Il film che sembra aver portato una ventata di freschezza a un festival soporifero, ha per protagonista anche una paperella: “Mi piaceva pensare che un oggetto pensato per le vasche da bagno può solcare i mari di tutto il mondo”, ha spiegato il regista. Piuma è una commedia in Concorso a Venezia, una cosa stranissima per chi mastica un po’ di cinema: “È un caso più unico per raro, che una commedia sia in concorso, ma non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese ha fatto grande la commedia all’italiana”.

Si respira un’atmosfera di famiglia in questo cast, in un film retto sulle spalle di due giovanissimi: “Quando Ferro decide che il bambino si tiene, è un atto di responsabilità e io mi sono chiesto, ma io non ero così a 17 anni e mezzo”, ha detto il reagito. Autrice della canzone dei titoli di coda Francesca Michelin che ha dato a Piuma la sua Almeno tu.  Piuma sarà in sala il 20 ottobre.

Il secondo trailer di Piuma
https://youtu.be/Nvx2Q9q9qKM

c.la.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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