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Venezia 73, 9a giornata: Questi giorni e Paradise

Natalie Portman per Planetarium. Leone alla Carriera per Jean-Paul Belmondo

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di Chiara Laganà | 2017-07-24 8/09/2016 ore 17:37
(ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2017 alle ore 14:37)

Nona giornata a Venezia 73, presentato in Concorso Questi giorni di Giuseppe Piccioni insieme a Paradise di Andrei Konchalovsky; Koca Dünya (Big Big World) diretto da Reha Erdem in Orizzonti, Planetarium di Rebecca Zlotowski e Gantz:O di Yasushu Kawamura fuori Concorso. A Venezia oggi c’è Jean-Paul Belmondo, premiato con il Leone d’Oro alla Carriera.

Koca Dünya/Big Big World
Big Big World è il film diretto da Reha Erdem, un film dedicato a due giovanissimi Ali e Zuhal, cresciuti in orfanotrofio perché figli non desiderati si ritrovano ad abbandonarlo una volta arrivati nel mondo degli adulti. All’orfanotrofio hanno fatto credere loro di essere fratelli: “Questo film è su un fratello e una sorella, che non hanno mai provato e la loro lotta per mantenersi in vita. È sul problema delle possibilità di uscire fuori dalla tristezza, le possibilità di uscita dalla tristezza”, ha raccontato il regista.

Paradise
Paradise è il primo film in concorso presentato oggi a Venezia diretto da Andrei Konchalovsky. È la storia di tre vite: Olga, Jules ed Helmut: Olga è un’aristocratica russa immigrata a Parigi e membro della Resistenza francese, Jules è un francese che collabora con i nazisti, Helmut è un ufficiale delle SS.

“La storia è piena di grandi tragedie, uno dei momenti più terrificanti della storia della nostra generazione è stata l’ascesa del Nazismo e la terminazione di milioni di ebrei e altri che non rientravano nell’ideale di ‘Paradiso’ tedesco. Queste atrocità hanno esposto le profondità della capacità dell’umanità del male e anche se questi eventi sono avvenuti nel passato, lo stesso sta succedendo oggi. Paradise riflette sul 20esimo secolo pieno di grandi illusioni sotterrate dalle rovine, i pericoli della retorica odiata e il bisogno dell’umanità per usare il potere dell’amore e farlo trionfare sul male”, ha spiegato il regista.

Planetarium
Fuori concorso è stato presentato Planetarium della regista Rebecca Zlotowski che ha visto il ritorno di Natalie Portman, protagonista del lungometraggio insieme a Lily-Rose Deep. Le due attrici sono le due sorelle Laura e Kate Barlow, due medium, a Parigi incontrano il produttore televisivo André Korben. “Ho imparato molto da Rebecca nel dirigere, lei mi ha spinto a essere più forte dei miei istinti, dovevo essere più tosta. Mi ha incoraggiato, mi ha insegnato il modo di muovermi davanti alla telecamera, abbiamo bisogno di più ruoli dedicati alle donne gay”, ha detto l’attrice.

Per interpretare Laura, Natalie Portman si è ispirata a poche attrici: “Non avevo un modello, ho pensato più che altro a Greta Garbo, Marlene Dietrich, al loro senso dello stile”, ha spiegato. La regista ha ricostruito la Parigi degli anni ’30 nei suoi colori: “Volevo ricostruire un’epoca, ma non ho mostrato alle mie attrici foto, anzi Lily-Rose mi ricorda molto Lillian Gish”, ha detto Zlotowski. Né Lily-Rose Deep, né Natalie Portman hanno mai assistito a una seduta spiritica: “Facciamolo adesso”, scherza il premio Oscar. Nel film il produttore vuole usare le due sorelle medium per invocare dei fantasmi e realizzare il primo film con fantasmi al mondo. “Inventare cose così particolari appartiene solo al mondo del cinema, non puoi realizzare una storia del genere in TV”, ha concluso la regista.

Gantz-O
Basato sul manga di Hiroya Oku, Gantz-O segue la lotta fra i resuscitati e dei misteriosi alieni. A dirigere il film, Yasushi Kawasura. Maseru Kato è morto in un incidente e si risveglia in una stanza che non conosce, qui conosce i membri del Team Tokyo e il leader Kurono, appena morto. Masaru è coinvolto in un gioco e conosce la squadra rivale, il Team Osaka.

Questi giorni
L’amicizia fra quattro ragazze di una qualsiasi provincia italiana è al centro di Questi giorni, il film di Giuseppe Piccioni in Concorso a Venezia 73. Al centro del film c’è un viaggio che le quattro intraprenderanno: “Non volevo rappresentare un viaggio epico, né un film di viaggio che iniziasse con il viaggio delle quattro protagoniste, ecco perché il film si può dividere in vari movimenti: abbiamo il nucleo di questi problemi, il momento del viaggio, l’incontro con i ragazzi e l’ultima parte”, ha detto ile regista.

“Non volevo  fare un film di cliché, ma un film più decisivo”, ha detto il regista. Raccontare la storia di Caterina, Liliana, Angela e Anna non è stato facile anche per il casting: “È stato un lavoro di due anni, un lavoro sulle protagonista, iniziamo a vederle, guadarle”, ha continuato, “Non chiamatelo però film giovanilista o generazionale, loro fanno parte del presente”. Per uno dei due sceneggiatori, Pierpaolo Pirono: “È un film su quattro ragazze e i loro sentimenti e la libertà è quello che ci sta a cuore”.

“In questo film si assottiglia l’idea del tempo, esce in modo curioso, non vogliamo sapere del futuro, la macchina è come la giovinezza ed esiste una sorta di inconsapevolezza del nostro passaggio”, ha continuato il regista. Non sappiamo se alla fine del viaggio le quattro ragazze saranno ancora amiche dopo essere arrivate a Belgrado, probabilmente dopo tutti quei chilometri sono cresciute e sono diverse, un po’ come è successo alle protagoniste del film che sono anche diventate amiche fuori dal set.

“È stata un’esperienza enorme con un gruppo di persone che mi ha aiutato a crescere” ha detto una delle quattro protagoniste Maria Roveran, “All’inizio ero spaventosissima, ma dopo sono arrivate le mie amiche”. Le altre attrici Marta Gastini, Laura Adriani e Caterina Le Caselle, quest’ultima all’esordio: “È il mio primo film, il mio personaggio esplode nella seconda parte della storia”. Quanto a Laura Adriani: “Giuseppe è un maestro, non ho mai conosciuto un regista che t’insegna come lei. Ero un’attrice all’inizio, ma adesso sono una diversa”. L’ultima protagonista è Marta Gastini, lei dà il volto alla burbera Caterina: “Caterina è scontrosa, è una persona triste, scusa, perché nasconde un segreto e, durante, il viaggio scopre che anche un’altra amica le nasconde un altro segreto”.

Un cast di giovanissime e un trio di fantastici adulti: Margherita Buy, la madre “bambina” di Liliana/Maria Roveran, Filippo Timi è il professore universitario di Liliana, mentre Sergio Rubini è il padre di Laura/Angela. “Il mio personaggio è una madre bambina, era la prima volta per me”, ha detto la Buy.

“Un film con pochi adulti, per fortuna! È difficile, per me trovare grazia. Giuseppe ne ha un sacco, non lo diresti, è grande, ma non lo acchiappi. Tutto questo caos per me ti trasforma, una grazia che si dirige. Da spettatore mi sono commosso, queste ragazze sono il mio ideale di Sex & the City, Sex & The City che incontrano Piccole Donne. Ci sono Beth, Jo, volevo più spazio perché è un bel film”, ha detto Filippo Timi. Piccioni ha detto: “Voglio tutti i Leoni, no so che ci sono altri film migliori, ma magari certe volte… si sbagliano”.

c.la.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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