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La verità sta in cielo, presentato il film su Emanuela Orlandi

Le parole del regista Faenza, del cast e del fratello Stefano. Esce il 6 ottobre

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di Redazione | 2016-11-26 30/09/2016 ore 10:38
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:37)

La verità sta in cielo, il film dedicato al caso di Emanuela Orlandi, si apre con una frase di Oscar Wilde: “La verità è raramente pura e mai semplice”.  Diretto da Roberto Faenza, interpretato da Maya Sansa, Valentina Lodovini, Riccardo Scamarcio e da una bravissima Greta Scarano. Sansa e Lodovini interpretano due giornaliste che indagano sulla scomparsa, mentre Riccardo Scamarcio e Greta Scarano sono rispettivamente Enrico “Renatino” De Pedis e la sua amante Sabrina Minardi.

Il titolo del film, La verità sta in cielo, è in parte dovuto a papa Francesco: “L’ha detto quando li ha ricevuti, se questa frase ha un risvolto di realtà vuol dire che Emanuela Orlandi è morta, nessun papa aveva detto qualcosa di simile prima. Altri pensano sia viva, che abbia sposato un musulmano, sono cose ridicole. Noi pensiamo che il fil  è esattamente il contrario: la verità sta in terra, spero che questo film aiuti a continuare con le indagini, manca solo un metro per tirare quello che si sa sul caso, il film ha questa valenza”. Nell’ultimo metro per il regista ci potrebbe essere una chiave per proseguire: “La magistratura ha chiuso le indagini perché le prove non sono sufficienti per andare a processo, ma se leggete le 88 pagine dell’archiviazione ci sono dentro tutti gli elementi per andare a procedere. Ci sono le intercettazioni, le dichiarazioni dell’autista, tutte cose che scrivono i magistrati si trovano lì. Il dossier presente nel Vaticano c’è negli atti. È indubbio che il Vaticano abbia dossier non si capisce perché non lo tira fuori, l’ultimo metro è proprio questo”, ha spiegato il regista “Se si tirasse fuori questo dossier forse si saprebbe la verità”.

A film realizzato il regista ha ricevuto numerose minacce: “Ho ricevuto più minacce dopo che ho fatto Don Puglisi, ma su internet c’è gente – che conosciamo benissimo – che difende De Pedis, dicono De Pedis è incensurato, ma sappiamo benissimo che lo è perché la morte estingue i reati. Ma il dolore di questa famiglia deve avere una risposta”, ha detto il regista. Il caso di Emanuela Orlandi, sparita a Città del Vaticano il 22 giugno 1983 ha da sempre appassionato e interrogato l’Italia, ma sembra che a Roma non se ne parli: “Quando si parla di Emanuela Orlandi si fa un passo indietro, tutti ti rispondono con ‘C’entra il Vaticano’ perché non ha un’opinione. Dobbiamo distinguere fra verità giudiziaria e verità storica, la storia è ancora aperta, si sa che è avvenuto durante un pontificato che ha appena fatto santo. Io credo che Wojtyla non sapesse tutto, perché se no mi chiedo… perché negare, perché non tirare fuori quel dossier”. Nel film la figura oscura è quella del cardinale Paul Marcinkus, interpretato da Paul Randall, che appare anche sulla locandina del film: “Io credo che papa Wojtyla non sapesse tutto e il suo errore è stato affidarsi a un personaggio del genere”.

Un film realizzato da RaiCinema, ringraziata pubblicamente dal regista, perché ha avuto il coraggio di farlo: “Il cinema pubblico deve essere così, deve stimolare il dibattito sulla storia, per raccontare storie italiane. Si tratta di un cinema civile”, ha ricordato l’AD di Rai Cinema Paolo Del Brocco. Il regista ci tiene a precisare che nel suo film “c’è una diversa tesi sulla scomparsa, quelli che criticano il film li conosco. Io non ho fatto un film verità, è un film. Sì diranno che Sabrina era drogata, ma è il suo punto di vista, a 20 anni è una star, poi inizia il suo declino, la sua è una storia shakespeariana, non sono certo di tutto ciò che dice, ma m’interessava la sua storia”.

Nel film ha anche una breve parte Stefano Orlandi, il fratello di Emanuela, che in conferenza stampa ha detto: “Sono stato contento di questo film, al di là delle ipotesi, se dovessimo rappresentare tutti questi 33 anni, ci vorrebbero 50 film, io credo che sia giusto che lui si sia focalizzato sull’archiviazione. Spero che sia visto anche da chi ha voluto archiviare il caso”.

Gli attori del film hanno parlato dei loro ruoli: Maya Sansa e Valentina Lodovini interpretano due giornaliste. “Credo che la verità stia in terra, ma è di difficile accesso”, ha detto Maya Sansa. Valentina Lodovini che interpreta la giornalista di Chi l’ha visto? Raffaella Notariale: “Riaprire le indagini è una cosa buona e giusta”. Anche Shel Shapiro, il caporedattore di Maya Sansa del film, ha sottolineato: “Bisogna tirare fuori la verità in un Paese che non approfondisce le motivazioni delle verità. Roberto ha avuto un grande coraggio di far rivivere questo caso, l’archiviazione è in linea con l’Italia”. Greta Scarano, nel film l’amante di De Pedis, ha aggiunto: “Ho sempre sentito parlare di questo caso, il film tenta di rispondere ad alcune domande ed è un film necessario”.

Le due giornaliste sembrano incarnare nel film gli occhi dello spettatore sprofondato in quest’abisso di menzogne e false verità: “Maria vive a Londra e come me, quando mi sono trasferita lì, vive con distacco tutto ciò che riguarda l’Italia, quando torna a Roma per seguire il caso… ha uno sguardo ignorante, nel vero senso del termine, per aiutare il pubblico”, spiega Sansa. Mentre per Valentina Lodovini “Ho accettato questa parte perché sono una cittadina indignata, spero che nel film ci sia un’Italia che non si arrende, quella che potrebbe cambiare le cose. Roberta è una giornalista a cui sono grata, la stimo perché ha fatto qualcosa d’importante. Nel suo libro parla delle donne della banda della Magliana, che hanno visto, sentito… Sabrina è stata amante per dieci anni di De Pedis ed è stata lei a raccontare a tutti che era sepolto a San Apollinaire”.

Sabrina Minardi ha il volto di Greta Scarano, interpretata da giovane e a 50 anni: “A 25 anni è ingenua, è inconsapevole, s’innamora di Renatino e diventa la sua pedina, lui la usa, il loro è un amore completo. Per Sabrina a  50 anni, ho studiato il video di Raffaella, ne ho copiato gesti, modo di fumare e di parlare. Era una donna innamorata, ha assecondato l’ambizione di De Pedis e si è persa”. De Pedis ha il volto di Riccardo Scamarcio: “De Pedis è stato raccontato dalla Minardi, raccontato dalla vita che i due conducevano e poi si è un po’ meglio individuato, anche se frequentava i luoghi più alti: politici, cardinali, banchieri, giornalisti… è Roma, è il mondo… è stato tutto descritto nel film”. 

La verità sta in cielo sarà in sala il 6 ottobre, ispirato al film il libro La verità sul caso Orlandi di Vito Bruschini edito da Newton Compton.

Le dichiarazioni del regista

Le dichiarazioni di Stefano Orlandi

(chiara laganà)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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