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American Pastoral, Ewan McGregor presenta il suo primo film

Anche Jennifer Connelly a Roma, ispirato al capolavoro di Philipp Roth

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di Redazione | 2016-11-26 3/10/2016 ore 19:14
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

American Pastoral è il primo film diretto da Ewan McGregor, l’attore scozzese ha presentato il suo film a Roma in un evento collaterale della Festa del Cinema. Con McGregor anche l’altra protagonista del film Jennifer Connelly. American Pastoral è basato sull’omonimo romanzo di Philip Roth (pubblicato in Italia da Einaudi).

Un libro difficile da adattare per un attore alla prima esperienza dietro la telecamera: “Dirigere è un’esperienza che mi ha cambiato la vita, lo volevo fare da così tanto tempo e avevo riposto grandi speranze in quest’esperienza, la conversazione creativa sin dall’inizio lavorando con gli sceneggiatori fino alla post-produzione, il sound editing e l’aggiustamento del colore e tutto ciò che c’è stato in mezzo. Spero che la conversazione creativa con le persone che scegli per fare il film, lo scenografo Daniel B. Clancy, la costumista Lindsay McKay e la truccatrice Judy Chin, il direttore alla fotografia Martin Ruhe: ho avuto una nuova relazione lavorativa con queste persone è stato qualcosa di nuovo, vedere il prodotto della tua immaginazione realizzato in un film è stato pazzesco”, ha spiegato il regista e attore scozzese.

“Ero anche felicissimo di lavorare con gli attori, ho sempre lavorato così come un attore, e sono stato fortunato di aver lavorato con un cast così, un cast che si è lanciato a fare ogni scena, l’abbiamo scoperta e costruita insieme, sono stato felicissimo, non potevo aspettarmi di meglio. Ho scoperto anche il retroscena: come attore sei protetto dalla politica, problemi finanziari, membri della troupe che non vanno d’accordo, il lato della produzione che non avevo mai visto… e io ero in mezzo. Mi sono reso conto che il lavoro di regista è come quello di un manager, uno si prende cura delle paure degli altri prima di lavorare, ma alla fine della giornata torni a casa da solo. Mi sento più maturo e adulto dopo quest’esperienza”, ha spiegato l’attore.

Fra i suoi attori anche la splendida Jennifer Connelly, che nel film interpreta la moglie dello “Svedese”, il protagonista del film, Dawn e la bravissima Dakota Fanning che interpreta Merry, la figlia divenuta terrorista nel film, interpretata da tre attrici diversi, una è la bravissima Hannah Nordberg, che la interpreta a 12 anni. “Avevamo bisogno di tre attrici per il ruolo di Merry a sette, 13-14 anni perché Dakota Fanning la interpretava dai 16 anni in poi. Dakota è entrata nel cast subito dopo Jennifer e quando sono entrato io nel film e sapevo che dovevo scegliere un’attrice il più possibile somigliante e credibile a una Dakota Fanning adulta. Abbiamo ricevuto moltissimi provini: alcune bambine di sette anni che sembravano già adulte e facevano abbastanza paura, Ocean James (che la interpreta da bambina) è stata sorprendente, molte bambine rimanevano rigide e lei si è adattata moltissimo. Hannah Nordberg, a 12 anni, è stata bravissima e la mia prima girata di tutto il film”.

Al centro di American Pastoral c’è la storia di una perfetta famiglia americana che si riscopre in crisi dopo che la figlia, Merry, si scopre essere una terrorista. Sia Ewan McGregor che Jennifer Connelly sono genitori, com’è stato interpretarli nel grande schermo: “La vita t’ispira nel tuo lavoro, la tua esperienza o l’immaginazione. Se interpreti un serial killer usi l’immaginazione, se interpreto un padre mi baso sulla mia esperienza. Il fatto di essere padre mi ha aiutato in questo ruolo”, ha spiegato Ewan McGregor, padre di quattro figlie.

“Dawn non mi assomiglia come personaggio o madre, ma sono stata molto interessata nell’interpretarla. Mi fa piacere passare del tempo nei panni di un personaggio con cui non ho nulla da condividere ma mi permette di vedere il mondo da un altro punto di vista, di vedere altre percezioni della vita. È stato molto bello e mi ha commosso la relazione che aveva con sua figlia e suo marito”, spiega l’attrice Jennifer Connelly a cui è stato anche chiesto com’è stato ballare con David Bowie sul cast di Labyrinth.

“Ballare con lui, ero agitatissima, non avevo mai indossato un abito da sera lungo, non avevo mai preso lezione di danza, dovevamo anche fare dei passi indietro e per giunta con lui! Ero goffa, ma David Bowie è stato gentilissimo e mi ha aiutato, c’era anche la musica, ma lui è diventato il mio eroe”, ha raccontato l’attrice.

Prima esperienza alla regia, Ewan McGregor si è ispirato ad alcuni dei suoi maestri: Danny Boyle in primis. Il regista di Trainspotting è stato una delle sue fonti d’ispirazione: “Ho lavorato per 20, 24 anni, con una serie di registi, e sono stato fortunato di aver lavorato con alcuni fra i più bravi al mondo e altri che non sono stati molto bravi perché da tutti prendi qualcosa. Ti trovi in una posizione privilegiata, perché hai lavorato con registi diversi e uno capisce che la verità è che non c’è un modo giusto di dirigere, ci sono cose che funzionano o cose che no. Danny Boyle mi ha diretto per primo in Piccoli omicidi fra amici, Trainspotting e Una Vita Esagerata, mi ha definito come attore e la cosa più importante e che lui ti guardava, guardava quello che facevi come attore, è molto importante quando i registi lo fanno. Ho sempre avuto la percezione che lui sapesse cosa stava facendo e mi sentivo compreso. È molto soddisfacente se un regista sa quello che fa e capisce quello che l’attore sta facendo… Perdonami se non l’ho fatto, Jennifer! Un buon regista dipende anche dalla sua personalità, il lavoro di un film poi è frutto di una collaborazione, credo molto nella magia sul set. Dopo il primo ciak, fai qualcosa che non pensavi di fare, cose che non pensavi di essere capace di realizzare, è la magia del cinema”, ha spiegato il regista-attore.

Il film racconta lo sgretolarsi di una famiglia perfetta, figli del sogno americano che si scontrano con i loro figli: “Il film parla di questo, i figli del secondo Dopoguerra si scontrano con i loro negli anni ’60. Nel film, poi, la figlia è sempre più politicizzata e finisce per diventare una terrorista. Il film parla di uno scontro generazionale, per esempio, le immagini delle sommosse e degli scontri fuori dalla fabbrica che ricordano alcune situazioni attuali, come anche l’aspetto del terrorismo, però non era la nostra intenzione fare un film sull’attualità”. Una domanda su Trump sembra aver indispettito l’attore e regista scozzese: “Non capisco il nesso con il mio film, né perché si ripeta il fatto che sia scozzese… Come scozzese, posso avere un’opinione sui fatti del mondo”.

Ewan McGregor ha diretto questo film ispirato a un romanzo importantissimo, premio Pulitzer: “È un romanzo pazzesco che io non ho letto, io sono arrivato direttamente alla sceneggiatura. Ho letto l’adattamento di John Romano e sono scoppiato a piangere leggendolo, non succede spesso, forse mi ha colpito al cuore, sono padre di quattro figlie, e il film è su una famiglia che perde una figlia in un modo estremo senza sapere dov’è, cosa fa e con il dubbio se ha commesso o no questo atto di terrorismo che la porterebbe a passare una vita in prigione, penso che mi abbia colpito e mi ha avvinto”.

Prossimo progetto, Trainspotting 2, in uscita a gennaio: “È stato bello riprendere il mio ruolo in Trainspotting, abbiamo girato quest’estate. Ho ritrovato vecchi amici: Ewen Bremner, Robert Carlyle e naturalmente Danny Boyle con cui non lavoravo da molto tempo”.

Il film uscirà in 200 copie il 20 ottobre, settimo adattamento da Philip Roth, American Pastoral apre – come evento collaterale – la Festa del Cinema di Roma. 

Il video delle dichiarazioni del regista Ewan McGregor

(chiara laganà)

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